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L'opinione

  • Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni


Fossimo nei panni dell’Atalanta, l’idea di affrontare «questo» AlbinoLeffe ci metterebbe addosso un po’ d’apprensione. Non tanto, o non soltanto, per il valore dei giocatori, che rimane sbilanciatissimo a vantaggio dei nerazzurri: non c’è soltanto una grossa differenza, c’è una voragine. Il tarlo che ci roderebbe - ripetiamo: se noi fossimo nei panni dell’Atalanta - sarebbe Mondonico. Il quale, a nostro giudizio, rimane il più forte stratega da panchina del calcio italiano, il più lucido lettore di partita che ci sia in circolazione. Se l’AlbinoLeffe si è tirato fuori dalla buca in cui sembrava immerso, lo deve in buona parte alle sue geniali intuizioni, che si manifestano in diverse forme: scelte, sostituzioni, variazioni in corso d’opera, depistaggi. Questi ultimi soprattutto dei cronisti: avete mai visto che una «probabile formazione» ipotizzata da giornali, radio, televisioni, siti internet, si sia poi confermata quella che va sul campo? L’ultima volta, a occhio e croce, risale al 1911...
Come abbiamo detto, buona parte del patrimonio accumulato dall’AlbinoLeffe va ascritto al suo allenatore. Il quale anche mercoledì a Reggio Calabria ha fatto il gioco delle tre tavolette davanti al naso di Atzori e, alla fine, gli ha portato via i tre punti. Dentro Cristian e fuori Girasole, dentro Cocco e fuori Momenté, dentro Previtali e fuori Foglio: abracadabra, squadra stravolta ma non sconvolta, Reggina stravolta e anche sconvolta, proprio Previtali che trova il gol della vittoria! Punti d’oro. Aggiunti ai tre conquistati contro l’Empoli consentono all’AlbinoLeffe di compiere un bel balzo in classifica e di porsi nelle condizioni ideali per affrontare il derby di sabato avendo poco o nulla da perdere. Che poi sono le condizioni ideali per far perdere qualcosa agli avversari.

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