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L'opinione

  • Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni



Confesso di essere rimasto piuttosto deluso nel leggere, vedere, ascoltare i commenti su Atalanta-AlbinoLeffe. Al di là del legittimo riconoscimento della superiorità dell’Atalanta - del resto, lo si sapeva anche prima - trovo che la mia svalutata categoria, parlo dei giornalisti, fatta salva qualche lodevole eccezione, non abbia brillato per obiettività, mostrando al contrario la consolidata vocazione di attaccare l’asino dove vuole il padrone. Soltanto la Gazzetta dello Sport, che grazie alla sua forza non ha anelli preferenziali cui attaccare l’asino, ha parlato senza reticenze: rigorino quello che ha permesso all’Atalanta di pareggiare, da espulsione (giallo su giallo) l’intervento di Manfredini, viziato da evidente fallo il terzo gol. Hai voglia di chiamarli episodi: metteteli insieme tutti e tre e sappiatemi dire come possono non avere inciso sugli equilibri della partita.
In ogni caso, perdere con l’Atalanta ci stava, specialmente dopo la salutare doppietta Empoli-Reggina. Dunque, non c’è motivo per dolersene troppo: tutto sommato, meglio che i tre punti se li sia presi l’Atalanta piuttosto che il Siena o il Novara. Oggettivamente, per il campionato che sta disputando l’AlbinoLeffe, sono più importanti i punti in palio lunedì contro il Piacenza che non quelli del derby. Il Piacenza è dietro cinque punti: fondamentale sarà tenerlo quantomeno a distanza, se poi si riuscisse a sfruttare al meglio l’opportunità per dargli una botta quasi decisiva sarebbe il massimo. La squadra, in ogni caso, adesso ha un suo volto ben definito. Il rientro di Bombardini, quello ormai prossimo di Torri, il recupero alla condizione piena di Mingazzini sono tutti elementi che non possono che migliorare la situazione.

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