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L'opinione

  • Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni


Daniele Fortunato, allenatore pro-tempore, si era ripromesso di riconsegnare la squadra a Mondonico in una posizione sostanzialmente analoga a quella che aveva ereditato. In realtà è andato addirittura aldilà delle speranze, visto che ha portato l’AlbinoLeffe alla conquista di sei punti in tre partite, allontanandolo per ora dalle spire del fondoclassifica. Adesso, dunque, il Mondo può riprendersi le redini - ammesso che intenda farlo già sabato a Pescara - con la conferma di aver lasciato la squadra nelle mani di un bravo sostituto, cosa della quale, peraltro, non aveva mai dubitato: Fortunato, per certi versi, può essere considerato una sua creatura. O, se non proprio una creatura, una collaboratore di cui si fida ciecamente.

A Fortunato va riconosciuto un grande merito, per quanto riguarda la partita col Padova: ha dimostrato con i cambi effettuati di aver creduto nella possibilità di portare a casa i tre punti, anche quando in campo tutto lasciava supporre che il pareggio fosse un risultato accettato da tutti e fors’anche gradito. Ci riferiamo, in modo specifico, all’innesto di Bombardini a mezzora dalla fine. L’allenatore bluceleste si era reso conto che, in quella situazione di difese schierate e protette, soltanto un giocatore forte nell’uno contro uno, capace di saltare l’uomo, avrebbe potuto diventare l’apriscatole in grado di creare situazioni nuove. In effetti Bombardini è stato non devastante ma sicuramente decisivo. Ci ha provato una prima volta con una percussione arenatasi sullo scoglio dell’ultimissimo dribbling; una seconda volta è stato fermato da un fallo da ultimo uomo di Trevisan sanzionato soltanto col giallo; la terza è stata quella buona: scatto alla Mennea, dribbling ubriacante sulla sinistra, apertura di una falla enorme nella difesa padovana che propizia la botta a colpo sicuro di Foglio, un altro tipo con i piedi buoni. Se il compatriota imolese questo resta fino a maggio, l’AlbinoLeffe centrerà serenamente la salvezza numero otto.

Intanto, se il Mondo lo vorrà, Fortunato tornerà a farsi da parte con la certezza di avere lavorato bene. E un’altra quasi certezza, che nasce da un nostro auspicio: l’anno prossimo, col Mondo - sempre se lo vorrà - direttore tecnico, sarà lui a guidare a pieno titolo l’AlbinoLeffe.

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