La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Due a due casalingo, che proprio non ci voleva, con un Vicenza in partita per soli dieci minuti, utili tuttavia, all'epilogo, a raggiungere il pareggio. Paradossalmente a fregare l'AlbinoLeffe è stata proprio la prova quanto mai impalpabile degli avversari, ormai sotto di un paio di lunghezze (Cocco, con un ottimo colpo di testa, allo scadere del primo tempo, e Zenoni, con un'altra capocciata vincente, al 18' della ripresa). Anche Mondonico - già tolto Grossi per Piccinni - ha offerto spazio a Torri, che necessita di ritrovare la condizione, trasferendolo dalla panchina al campo al posto di Cocco. Però la squadra ha perduto il suo punto di riferimento, che le consentiva d'alzarsi. Sicchè il gol d'Abbruscato, su corner, ha fatto precipitare la situazione, tenuto conto che s'è dovuto sostituire pure Bergamelli (Luoni). Poi si sa che in questi casi il morale ritrovato degli uni fa da contraltare all'improvvisa paura degli altri, e buonanotte. Infatti c'era da scommetterci che l'improvvisata rincorsi degli ospiti avesse successo ed è bastato un tiro dal limite del centrocampista Paro, dopo un batti e ribatti, per riequilibrare il punteggio. Peccato perchè questo finale macchia inevitabilmente una prestazione che s'era rivelata a lungo senza sbavature. La gara, per la verità, aveva vissuto un'interminabile fase di studio e sembava quella precedente interna, deludente, col Modena. Però, intuendosi la forza potenziale maggiore da parte dei veneti, s'era favorevolmente valutato l'ordine tattico della Celeste, schierata col solito 4-4-2 dagli esterni Grossi e Bombardini molto larghi e comprendente, di punta, Cisse girovagante intorno a Cocco. Le due realizzazioni, con in mezzo un'occasione per Cisse, avevano fornito la misura di una formazione congrua, pronta a pungere e mai colta in fallo. Il Vicenza, prima d'uscire allo scoperto, all'80', aveva prodotto una mezz'opportunità iniziale con Soligo, due corner e una punizione dal limite priva d'effetto. Invece c'è stato il patatrac. Come lo vogliamo spiegare? Non serve affatto scomodare tecnica e tattica. Semplicemente l'AlbinoLeffe s'è rilassata pensando d'avere già vinto e, una volta avvicinata, non è stata più in grado d'affrontare con la calma dovuta la nuova situazione. Insomma ancora una volta il giudizio è il seguente: l'incompiuta Celeste di quest'anno anche quando fa trenta raramente arriva a trentuno, restando in tal modo a metà dell'opera.