L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
È ufficiale: siamo nella cacca. Per ora soltanto fino al collo, ma se non interviene a stretto giro di posta una decisa inversione di tendenza, presto finiremo per esserne sommersi. Troppe cose stanno andando di traverso. Anzitutto la classifica, chiaramente peggiorata a seguito del filotto negativo (due punti in cinque partite). Poi l’incapacità di gestire le situazioni: se si va in vantaggio ci si fa raggiungere, se si va sotto non si rimonta. Infine il dilagante nervosismo, di cui l’«affaire Bombardini» è l’ultimo, preoccupante episodio. Sta di fatto che nel giro di due sole settimane abbiamo ridato ossigeno alle speranze di Frosinone e Portogruaro e abbiamo visto ridursi a soli due punti il bonus sulla quintultima in classifica.
Adesso siamo nella situazione di non poter più nemmeno fare dei calcoli calendario alla mano, perché nelle ultime dieci giornate bisognerà cerare di conquistare punti dappertutto: concentrare gli sforzi solamente sugli incontri diretti (Sassuolo, Cittadella, Piacenza, fra l’altro tutti fuori casa!) sarebbe un mezzo suicidio vista la tendenza in atto. Al contrario, sarà indispensabile puntare a fare risultato contro chiunque, comprese le prime tre della classifica, che affronteremo a Bergamo. La prima di queste avversarie d’alto rango, il Novara, sarà di scena nella nostra città domenica prossima e non vogliamo nemmeno prendere in considerazione l’eventualità di vederla andare via con qualche punto nella bisaccia: dopo aver perso a Frosinone e Portogruaro è un lusso che non ci si può permettere.
Certo, se per una volta la malasorte volesse dimenticarsi dell’AlbinoLeffe non sarebbe male. Ma, purtroppo, anche qui il trend sembra a senso unico. Una vecchia massima del calcio dice che le fortune di una squadra si basano su due cardini fondamentali: un centravanti che segna e un portiere che para. Sabato a Portogruaro erano fuori sia il centravanti che segna (Torri) sia il portiere che para (Tomasig), colpiti da guai assortiti e sostituiti da gente che non segna e che non para: se va avanti così, dove andremo mai a parare?