Intervista a Marco Gaburro, parte II
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Alcune considerazioni sulla dominatrice del campionato, il Varese.
La squadra di Mangia è stata la rivelazione della stagione. Si tratta di un successo importantissimo per le società come la nostra, perchè dimostra che ogni tanto, con un lavoro mirato, si possono rompere anche gli equilibri delle "grandi", anche se a livello Primavera mi sa più un'eccezione che conferma la regola che una nuova tendenza... Alle spalle del successo vi sono a mio avviso tre ingredienti: la scelta di un tecnico già "rodato", con esperienze di Prime Squadre e se si può dire "con le idee chiare", che ha dato da subito un'impronta ben definita alla squadra, dandole un aiuto dal punto di vista tattico, specie nell'impatto iniziale con il torneo. In secondo luogo l'allestimento di un gruppo inizialmente "vecchio", con un fuoriquota sempre in campo, un novanta e ben quattro novantuno. Questo ha per forza di cose innalzato l'impatto fisico della squadra con le avversarie nella prima parte della stagione. Infine una progettazione societaria mirata evidentemente ed in maniera nemmeno tanto nascosta al raggiungimento dell'obiettivo "risultato finale", confermata addirittura da un mercato di riparazione a gennaio fatto in Primavera per attutire il parziale ringiovanimento della rosa.
Premesso che chi ha allestito la squadra l'ha fatto davvero bene, anche perchè l'ossatura era rappresentata da un portiere prelevato dal fallimento del Mantova, un difensore centrale "prestato" dall'Inter, un centrocampista centrale "passato" dal Vicenza ed una seconda punta talentuosa prelevata da una nota squadra del sud che un pò tutti avevano accantonato perchè un pò troppo "vivace". Attorno a questi un gruppo storico "vecchiotto" del Varese, nel quale è esploso l'attaccante De Luca che ha valorizzato il lavoro della squadra. Rimane da chiedersi se è giusto e quanto paga puntare al risultato in quella maniera... Di sicuro l'annata ha permesso di valorizzare al massimo giocatori che altrimenti avrebbero avuto poche chanche di entrare nel calcio professionistico, e quindi in tal senso il risultato ha pagato. Inoltre va aggiunto che la rosa non mostrava "talenti" che richiedessero chissà quale altro tipo di approccio per essere completati, ma bensì molti giocatori pronti ad uscire. La richiesta quindi di un campionato di vertice, nel quale la ricerca del risultato fosse prioritaria può essere servita per completarli caratterialmente. Si noti che la squadra ha fatto pochissimo turn over e che è arrivata a Primavera abbastanza "munta", nonostante abbia ben figurato anche al Viareggio.
Certo è che se una società di medio livello (come la nostra), vuole provare ad inserirsi nei giochi delle grandi deve allestire una squadra competitiva. Considerato che è impensabile avere la stessa qualità che possono avere settori giovanili quali Inter, Milan, Genoa, Juventus, Roma etc., si deve cercare di puntare su altri aspetti, quali la qualità del lavoro di campo (e quindi la scelta dello staff tecnico e delle strutture sportive che permettano di svolgere i programmi) e in parte l'età media del gruppo (che può aiutare a ridurre il gap). Altrimenti si deve accettare di non competere sul piano dei risultati, pur magari proponendo un buon calcio, distinguendosi, facendo crescere i propri giovani e giocando una stagione dignitosa (come l'Albinoleffe sta facendo da anni).
Attenzione: ritengo che il nostro lavoro di campo sia già superiore a quanto avviene in molte realtà, anche più blasonate della nostra. Quest'anno soprattutto, con l'ingresso di Alessio Pala nello staff, con la sua esperienza e soprattutto la sua "mentalità", oltre che le sue conoscenze specifiche, la qualità della proposta allenante che noi tecnici abbiamo pototo fare è decisamente aumentata. Si può ancora crescere solo attravero un'ulteriore conoscenza reciproca, un approfondimento delle tematiche ed una definizione di un metodo che non sarà mai "acquistabile" o "trapiantabile", ma che dovrà essere "il nostro", unico e cucito su misura. L'inserimento della Primavera nel gruppo di lavoro di Zanica, presso il nostro centro sportivo, è stato un passo importante anche riguardo alle strutture sportive disponibili. Certo è che qualcosa va studiato per la fase invernale, dove si fatica ancora troppo ad utilizzare delle superifici idonee che permettano di lavorare e di non farsi male. Basti pensare che la Primavera nei mesi di dicembre e gennaio non ha svolto più di una manciata di sedute su un campo regolare... Questo significa perdere di fatto due mesi su dieci, che per una realtà come la nostra che deve puntare molto sul lavoro sono tanti...