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Società

L'opinione

  • Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni


Nel petto dell’AlbinoLeffe, ogni tanto, batte ancora il cuore dei vecchi del passato: i Del Prato, i Sonzogni, i Poloni, i Biava, i Bonazzi. E batte ancora il cuore del vecchio Garlini che, a differenza dei suoi antichi amici pirati, è ancora lì, pronto all’assalto con la bandana sull’occhio e la scimitarra ben stretta nel pugno. È lui il trait d’union fra le due generazioni. Sta di fatto che lo spirito viene fuori nel momento del massimo bisogno. Vincendo a Piacenza non è che tutto sia diventato più roseo per quanto riguarda i numeri della classifica: lo spareggio era l’obiettivo minimo e spareggio quasi certamente sarà, a meno che nell’ultima giornata succeda qualcosa di imprevedibile. In realtà, tutte le squadre in lotta per la salvezza dovrebbero vincere, per cui la classifica che avete sotto gli occhi oggi sarà, con 99 probabilità su cento, la stessa a campionato finito. E noi andremo a spareggiare col Piacenza, così come nel 2006 avevamo spareggiato con l’Avellino.
Se quanto a numeri siamo ancora lì, molto dovrebbe essere cambiato sul piano dello spirito dopo il 3-1 di Piacenza. Una squadra che, in un momento tanto delicato, va a ralizzare un’impresa del genere in casa dell’avversaria diretta, fra l’altro rimontando lo svantaggio di un gol, dimostra di possedere uno spirito di gruppo saldato col cemento armato e risorse morali infinite. Adesso si tratta di non sbagliare più e di continuare a crederci: domenica contro il Siena sarà fondamentale vincere per tenersi dietro il Piacenza in classifica. E poi ci si giocherà tutto nel doppio spareggio, nel quale si partirà con un leggero vantaggio derivante dalla posizione. Esattamente come cinque anni fa contro l’Avellino. Regonesi, che quella volta segnò due gol - uno in casa e uno fuori - sta già cominciando ad armare il sinistro.

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