La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Alla fine il Siena ha lasciato la porta aperta al centro della sua retroguardia ed era chiaro che prima o poi uno fra Torri e Grossi sarebbe riuscito ad entrare. Ce l'ha fatta Grossi, a cinque minuti dalla fine, solo al cospetto del portierino ventenne e debuttante Jacopucci. Nel giorno del suo compleanno, come si rileva su Facebook, Grossi, comunque, s'è confermato il migliore dell'AlbinoLeffe, l'unico in grado di fare un minimo di differenza. Poco prima, Torri, mandato dentro al posto di Lebran, aveva a sua volta sfiorato l'obiettivo con le stesse modalità, ovvero penentrando in area su assist dalla tre quarti. Insomma il gol doveva succedere ed è successo. Sicchè i seriani, come volevasi dimostrare, dovranno fare gli straordinari affrontando lo spareggio andata e ritorno col Piacenza nella speranza di salvare la categoria. Quest'ultima gara casalinga col Siena non potrebbe essere analizzata senza ricorrere ad ipocrisie, banalità e frasi fatte. Chi si sforzasse di ragionare in termini di tecnica e di tattica, realizzerebbe un esercizio virtuale. Molto meglio dunque sorvolare. I toscani, secondi in classifica e ormai promossi da una vita, hanno lasciato in tribuna il portiere titolare (Coppola) e il capocannoniere (Calaiò), oltre ad altri accessori di lusso, fra cui l'imprevedibile nonchè fantasioso attaccante Reginaldo. A proposito d'estremi difensori, l'allenatore Conte ha probabilmente battuto ogni record mondiale, facendone esordire in una sola partita ben due: il già citato Jacobucci, entrato al 30' del secondo tempo, e il panchinaro Farelli, in campo dall'inizio ma portato fuori in barella per infortunio in seguito a scontro aereo con Torri quando la partita, all'improvviso, s'è alzata di tono. Le due formazioni si sono esibite a fasi alterne, senza peraltro colpirsi, per circa un'ora. Successivamente, pian piano, gli ospiti si sono ritirati, lasciando campo alla Celeste, che, dovendo cambiare l'incidentato Bergamelli, ha inserito pure Mingazzini. E l'urlo liberatorio del pubblico, pur se s'è fatto attendere, ha fatto brevemente vibrare il vecchio Atleti Azzurri d'Italia. Per dovere di cronaca, va aggiunto che Luoni s'è schierato nell'assolutamente inedito ruolo di centrocampista, in un 4-2-3-1 (in possesso palla), vicino al rientrante Previtali, di cui non si può tacere l'insolita imprecisione, almeno nel primo tempo.Alla fine il Siena ha lasciato la porta aperta al centro della sua retroguardia ed era chiaro che prima o poi uno fra Torri e Grossi sarebbe riuscito ad entrare. Ce l'ha fatta Grossi, a cinque minuti dalla fine, solo al cospetto del portierino ventenne e debuttante Jacopucci. Nel giorno del suo compleanno, come si rileva su Facebook, Grossi, comunque, s'è confermato il migliore dell'AlbinoLeffe, l'unico in grado di fare un minimo di differenza. Poco prima, Torri, mandato dentro al posto di Lebran, aveva a sua volta sfiorato l'obiettivo con le stesse modalità, ovvero penentrando in area su assist dalla tre quarti. Insomma il gol doveva succedere ed è successo. Sicchè i seriani, come volevasi dimostrare, dovranno fare gli straordinari affrontando lo spareggio andata e ritorno col Piacenza nella speranza di salvare la categoria. Quest'ultima gara casalinga col Siena non potrebbe essere analizzata senza ricorrere ad ipocrisie, banalità e frasi fatte. Chi si sforzasse di ragionare in termini di tecnica e di tattica, realizzerebbe un esercizio virtuale. Molto meglio dunque sorvolare. I toscani, secondi in classifica e ormai promossi da una vita, hanno lasciato in tribuna il portiere titolare (Coppola) e il capocannoniere (Calaiò), oltre ad altri accessori di lusso, fra cui l'imprevedibile nonchè fantasioso attaccante Reginaldo. A proposito d'estremi difensori, l'allenatore Conte ha probabilmente battuto ogni record mondiale, facendone esordire in una sola partita ben due: il già citato Jacobucci, entrato al 30' del secondo tempo, e il panchinaro Farelli, in campo dall'inizio ma portato fuori in barella per infortunio in seguito a scontro aereo con Torri quando la partita, all'improvviso, s'è alzata di tono. Le due formazioni si sono esibite a fasi alterne, senza peraltro colpirsi, per circa un'ora. Successivamente, pian piano, gli ospiti si sono ritirati, lasciando campo alla Celeste, che, dovendo cambiare l'incidentato Bergamelli, ha inserito pure Mingazzini. E l'urlo liberatorio del pubblico, pur se s'è fatto attendere, ha fatto brevemente vibrare il vecchio Atleti Azzurri d'Italia. Per dovere di cronaca, va aggiunto che Luoni s'è schierato nell'assolutamente inedito ruolo di centrocampista, in un 4-2-3-1 (in possesso palla), vicino al rientrante Previtali, di cui non si può tacere l'insolita imprecisione, almeno nel primo tempo.