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Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società

di Cesare Malnati

 

La vittoria dell'AlbinoLeffe (1-0 casalingo al derelitto Ascoli) è un lampo nelle tenebre, ma quanto possa essere ancora lunga la notte in Val Seriana è impossibile prevedere. E' stata una gara un po' strana. Ma non poteva essere altrimenti, visto che si sono affrontate due squadre con un ruolino recente disastroso (in otto partite, tre punti i blucelesti, due i marchigiani). Questi ultimi, strapenalizzati e sotto zero in classifica, sono inoltre da considerarsi virtualmente retrocessi in Lega Pro, sicchè si sono tolti lo sfizio di presentarsi all'Atleti Azzurri d'Italia, tra campo e panchina, con ben sette attaccanti praticamente puri (Papa Waigo, Ciofani, Romeo, Sbaffo nello schieramento di partenza, più Beretta, Falconieri e Soncin, tutti entrati). Quindi l'AlbinoLeffe, trovatasi in vantaggio dopo solo sei minuti grazie a un bel colpo di testa di Germinale, raggiunto da un traversone al bacio di Piccinni, ha giocato contro il più autentico dei 4-2-4. In questa inconsueta situazione - grande densità nella propria metà campo -, sarebbe stato logico tentar di colpire sfruttando gli ampi spazi, ma in fase offensiva s'è vista eccezionalmente un'occasione supplementare e su punizione, con Laner di testa neutralizzato in corner. La formazione di Fortunato è rimasta sempre molto bassa e a volte s'è ridotta perfino con tutti gli effettivi sotto la linea della palla, data la disponibilità al contenimento dello stesso Germinale, unica punta dichiarata. Immersi nella loro disperazione, gli ospiti, oltre a una netta supremazia territorale, sono riusciti a creare solo qualche mischia e un'isolata palla-gol all'inizio della ripresa, calciata fuori da Romeo. Ma di un simile atteggiamento rinunciatario da parte dell'AlbinoLeffe difficilmente non avrebbe approfittato una qualsiasi altra squadra. Ecco perchè le note positive di questa partita non possono che limitarsi ai tre punti. C'è però un'altra faccia della medaglia. Tenuto conto delle ultime disavventure, era forse lecito aspettarsi qualcosa di più? Il tecnico, salvo indisponibilità, pensa di proseguire allineando quattro difensori puri, che nell'occasione sono stati Luoni, D'Aiello, Bergamelli e Piccinni, e forse non è una cattiva idea. Il fatto di non aver preso gol può confortare la scelta. Resta il dubbio che cosa sarebbe accaduto se l'Ascoli avesse pareggiato, in quanto proprio nel suddetto atteggiamento di soggezione verso l'avversario s'è nuovamente ravvisata quella mancanza di rabbia (o di personalità, chiamatela come volete) alla base dei guai finora. Solo le prossime partite, a partire dalla prossima ad Empoli, potranno chiarire se l'iniezione di fiducia di questo successo ha sortito esito e dunque si può andare avanti così oppure se necessita una scossa. Il primo impaziente di sapere è probabilmente il presidente Andreoletti, che non ha voluto sostituire l'allenatore senza avergli dato tutto il tempo.

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