La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
Inaugurando l'era Salvioni, l'AlbinoLeffe ha disputato un primo tempo più che buono, raggiungendo all'epilogo un Varese venuto a Bergamo per vincere. La ripresa invece non è stata del medesimo spessore, sicchè gli ospiti, con un quarto d'ora iniziale determinatissimo, hanno prevalso (2-1). La differenza l'ha fatta evidentemente il diverso livello tecnico delle due squadre, il Varese, fra l'altro, rinforzatosi notevolmente al recente mercato e giunto, a questo punto, alla sesta vittoria in trasferta nelle ultime sette gare. E forse non è un caso che a siglare il successo sia stato proprio uno dei nuovi arrivati, Granoche, con una doppietta. I blucelesti, che non avrebbero neppure rubato il pari, non sono riusciti a dare, pur riversandosi all'attacco nella fase finale, la stessa qualità dimostrata in occasione della prima rimonta. A una manciata di secondi dal recupero, infatti, Germinale - già segnalato in questa rubrica come l'attaccante più utile, nel saldo fra i minuti giocati e il rendimento generale - aveva acciuffato il momentaneo 1-1, tutt'altro che causale, considerata la pressione fino ad allora esercitata da una formazione in inevitabile confusione dopo aver incassato già al 4' l'ennesimo gol da disattenzione. Luoni era stato troppo lento nel salire al punto da tenere in gioco Granoche. C'era d'aspettarsi, dunque, che, al ritorno in campo, l'AlbinoLeffe facesse ulteriormente valere il proprio morale. Al contrario, il 4-4-2 canonico di mister Salvioni s'è abbassato - oppure ha dovuto abbassarsi per la forza del Varese -, con l'ovvia conseguenza di passar seri guai, sotto forma di un'occasionissima di Rivas (altro neo acquisto), di una traversa del brasiliano Neto e infine del gol decisivo. Sfortunatissima per la Celeste quest'ultima situazione, d'accordo: Lebran rinvia, rimpallo su Bergamelli e assist a vantaggio di Granoche. Però poi è venuta meno la lucidità, con una sola occasione per Foglio: stanchezza da una parte e grande sicurezza dei propri mezzi dall'altra. Comunque non s'è trattato di un esordio negativo. Gli undici prescelti dal nuovo allenatore hanno giocato con un discreto ordine, rispettando le consegne. In fase offensiva, s'è pur visto qualcuno dei "tagli" richiesti, ad opera degli esterni Foglio e Pacilli, ma non ancora le necessarie sovrapposizioni dei laterale bassi Luoni e Regonesi, l'uno in altre faccende affacendato in difesa, l'altro forse non più provvisto della gamba giusta. Taugourdeau, al debutto dal primo minuto, ha bisogno di trovare la prestazione brillante, in modo da giocare con tanquillità. Non c'è dubbio, in ogni caso, che, se fosse stato possibile aggiungere all'attuale organico un elemento, questo sarebbe servito particolarmente in difesa, dove un esperto come Cosenza - di cui s'era fatto il nome - avrebbe fatto al caso. Per dovere di cronaca, il capitano del Varese, Camisa, ha esibito al braccio una inedita quanto bella ed evidente fascia tricolore, forse significativa rappresentando la sua squadra la città simbolo della non certo nazionalista Lega Nord.