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Cultura sportiva, calcioscommesse, regolamenti e... AlbinoLeffe

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Riceviamo lettera e volentieri pubblichiamo per aprire confronto sul tema del calcio scommesse e della responsabilità oggettiva.

Se lacultura dominante secolarizzata si regge sul principio che la realtà,impropriamente intesa, sia oggetto della libertà assolutisticadei costumi, dei mercati, dei linguaggi disinibiti e sfrenatitrasmessi anche nelle più alte sfere istituzionali, il gioco èfatto. Anzi, disfatto. Strada aperta all'individualismo e alnichilismo, mine corrosive di ogni salutare convivenza civile.

Se siamo al servizio di questacategoria culturale, imprigionata nella rete del massimalismomaterialistico, non resta che salutare amaramente la costituzionerepubblicana e, per i distratti credenti, anche il dettato cattolico. Urge un cambiamento di rotta nell'epocadella globalizzazione, un alfabeto dell'etica e dell'educazione peril governo anche di un'economia sana e distributiva. Temi, oggi,disattesi e capovolti.

Osserviamo nuovamente un'altrasquallida e inquietante vicenda sullo scandalo scommesse del calcioche coinvolge giocatori, società, organizzazioni clandestine. Gli organi giudiziari sportivi eordinari sono all'opera nelle indagini per scoprire e colpire itruffaldini manipolatori di gare ai fini di vantaggi economici e adanno di terzi inconsapevoli e incolpevoli, fino a prova contraria.

Il sistema calcio evidenzia falle dapiù parti e l'eccesso delle tensioni, di contrappostiinteressi, talvolta acuiti e diffusi ad arte, procede parimenti alladeriva della credibilità. Le roboanti e retoriche enunciazioni diprincipio circa la lealtà, la correttezza, la trasparenza el'agire trasformano il dire ed il fare in un balletto di opinioni checavalcano insieme un sofisticato moralismo e un becero qualunquismo.L'integrità della persona evapora a dispetto della dignitàgià massacrata da spot, ammiccanti circonvenzioni e deprimentiscenari populistici.

Da appassionato sostenitoredell'AlbinoLeffe, a conoscenza dell'ambiente e delle sue regoleesprimo liberamente e vivacemente lo sconforto e l'amarezza, insiemea tanta solidarietà, per le vicende che vedono coinvolta,indirettamente, la società.

Costruita sul modello etico di raraesemplarità incarnata dal presidente Andreoletti, purdall'esterno non risparmio dissenso e civili critiche riguardotecniche operative, organizzative, modalità di porsi versoaltri soggetti e non di meno riscontro l'assoluta trasparenza, lapuntualità nell'assolvimento dei propri obblighi versochiunque, la lealtà e la diligenza nei riguardi di organifederali e statutari.

Qualora accertato che alcuni giocatori,ex tesserati dell'AlbinoLeffe, abbiano commesso le irregolaritàdichiarate, tali eventi non sono necessariamente e intrinsecamentericonducibili alla società d'appartenenza né acomplicità, già fortemente lesa sul piano tecnico, delvalore patrimoniale, sul piano dell'immagine, esponendone ad altorischio la stessa sopravvivenza.

La responsabilità, nella specie,trae fondamento da acclarato comportamento illecito, da una attivitàe partecipazione svolta da uno o più autori e da parte di chiabbia determinato tale attività. Ma quando la materia non sussiste ossiala responsabilità, e viene surrettiziamente attribuita daprodurre oggetto di penalizzazione, e più gravemente di ordinetecnico, lo strumento assume natura persecutoria, atta a determinareirrimediabili effetti devastanti, alterazione del campionato in corsoe, in certi casi, una retrocessione precostruita. Un fallimentosocietario, una pubblica punizione nei confronti di tifosi,sostenitori, di una comunità.

Tali scongiurabili eventi non ravvisanocriteri di proporzionalità tra un'azione non compiuta el'entità dei danni tecnici ed economici emergenti. E ungiudizio non può estraniarsi dall'equilibrio “IN DUBIO PROREO”

Il concetto di deterrenza odissuasione, talvolta pervicacemene strombazzato, è inefficacee illusorio (vedi pena di morte, atti terroristici, bancarottefraudolente, ecc.), è un palliativo, un placebo noncurantedella malattia. Tantomeno ha natura transitiva, vanificherebbe ilprincipio stesso di libertà e di responsabilità.Determinerebbe un raggiro e una violazione della verità.

Altro capitolo riguarda la tempisticadell'intervento sanzionatorio di ordine prevalentemente tecnico. Cosaè comminare una penalità all'inizio della stagionesuccessiva/e a quella nella quale si è perpetrato, determinatol'illecito, altro è subirla nel corso di una stagione e, nellafattispecie, ben oltre l'ultimazione del girone d'andata e per unillecito determinatosi anni prima.

Nel primo caso una società puòimmediatamente rimediare, riprogrammare, attrezzandosi attraverso ilmercato, nel secondo la sentenza tecnica sanzionatoria porrebbecondizioni di irrimediabilità e, nella sostanza, una condannaalla retrocessione anticipata. Con effetto contrario al principio diequità, competitività e in spregio al diritto diriabilitazione e rieducazione. Finalità contemplate ancora giàdall'aristotelica “cultura della sanzione”.

Tra l'altro l'ordinamento sportivo equello ordinario si pongono su piani contradditori se l'uno adotta lostrumento punitivo della responsabilità oggettiva, e sel'altro riconosce che la parte lesa, quindi danneggiata, sotto ognipunto di vista, vada risarcita. Peraltro i calciatori sono tesserati, avario titolo, di Società di calcio, quindi soggetti agliordinamenti federali.

Allo stesso tempo sono tutelatidall'A.I.C., organo partecipe della F.I.G.C.. L'A.I.C. Nel tutelare idiritti dei propri assistiti dovrebbe garantire anche i doveririspetto a tutto il complesso dell'ordinamento calcistico. Assunto,per analogia, che garanzie e doveri siano riferibili anche allesocietà di calcio. Mi chiedo e chiedo, per equanimitàdi giudizio, attorno al principio di “responsabilitàoggettiva”, per quale fondata ragione etica-civile,sociale-giuridica una società di calcio debba assumersidoveri, obblighi e sanzioni riferibili a comportamenti illeciti efraudolenti da parte dei suoi tesserati e l'A.I.C. non farsiugualmente garante degli stessi comportamenti dei propri assistiti?

Il principio di responsabilità,non equamente distribuito, non assume un carattere discriminatorio?

Come si può educare al bene sesi punisce chi il male non lo ha compiuto? È questa la morale!

Tutelare chi non ha commesso reato econdannare i veri autori. E questa è giustizia.

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