logo albinoleffe

Società

"La favola non è finita"

Il presidente dell\'AlbinoLeffe, Gianfranco Andreoletti, parla del momento nero dei seriani, terz\'ultimi in B e senza vittoria dal 26 novembre 2011

di Donatella Tiraboschi

Il Corriere della Sera, ed. Bergamo - martedì 13 marzo 2012, pag. XII

La «tramvata» contro il Livorno, una squadra sfarinata, la classifica da retrocessione, un campionato che sembra un incubo. Ricorda una canzone di Bennato la situazione di questo AlbinoLeffe: «Dotti, medici e sapienti/ tutti intorno al capezzale/ di un malato molto grave». La diagnosi è difficile, la prognosi pure, la cura beato chi la indovina. Per il presidente Andreoletti più che un\'analisi è un bollettino medico.

Qual è il «male oscuro»? «Me lo chiedo anch\'io e non so darmi risposta. È una squadra «traditrice», nel senso che, nel momento della partita, tradisce le attese. I ragazzi lavorano bene da lunedì a venerdì e poi il sabato non riescono a concretizzare l\'impegno di una settimana».

Contro il Livorno è bastata una manciata di secondi. «Dopo 15 secondi eravamo già al tappeto. Un sacco di fattori possono determinare una partita storta, ma quel \"colpo\" non era frutto del caso. E dopo un quarto d\'ora abbiamo gettato la spugna».

Buttiamola sul «tecnico»; amnesie difensive e carenze nei reparti? «I fatti sembrerebbero dire così, ma abbiamo ancora tempo per dimostrare che non siamo così mediocri».

Sabato ha tuonato negli spogliatoi? «Ho invitato tutti a una seria riflessione sul risultato e sul modo in cui è maturato. I ragazzi devono crederci e seguire le indicazioni del mister. Il dramma è che non li vedo \"come squadra\", sembrano incapaci di reagire».

Dunque è un problema di testa... «Probabilmente la somma di due fattori, personalità e qualità. La soluzione però è in mano ai ragazzi».

Per il problema tecnico qualche rimedio ci sarebbe stato. Salvioni non le ha chiesto rinforzi? «Le scelte di mercato competono alla società. Chi si siede sulla nostra panchina lo sa in partenza».

Dunque, per lei la squadra era perfetta così? «Ho sempre pensato che questo organico avrebbe potuto garantire una salvezza tranquilla. Lo credo ancora, anche se la tranquillità è andata a farsi benedire».

Ci mancavano anche le convocazioni della Procura Federale di Poloni, Garlini, Bombardini e Sala... «Siamo tutti curiosi di sapere il perché della chiamata».

Lei che idea si è fatto? «Sono sorpreso, ma non ho elementi per esprimere un parere».

Torniamo al campo. Il cambio di allenatore è servito a poco. «A Salvioni non imputo nessuna colpa. Ogni mister si porta un bagaglio tecnico e di personalità che deve essere acquisito. Dal punto di vista dell\'impegno non posso imputare colpe nemmeno ai ragazzi. Non sono lavativi, ma quello che lascia perplessi sono queste ultime due partite»

Si sarebbe mai aspettato una situazione del genere? «No, ma non è la prima volta che succede. Sono andato a rivedermi il campionato del 2005, quando Mondonico subentrò ad Esposito, avevamo gli stessi punti di adesso».

A proposito di Mondonico, non ci ha fatto un pensierino? «Assolutamente escluso. Non poteva essere lui a succedere a Fortunato. Salvioni è la miglior scelta possibile».

Si riparte dai giovani? «Belotti è una sorpresa relativa. È oltre un anno che sta facendo bene e con lui anche il giovane Zaro».

L\'AlbinoLeffe si salva se... «Ci si crede tutti. Per i giocatori è l\'occasione buona di dimostrare che non sono scarsi».

E in caso di retrocessione? «Ci penserò un minuto dopo l\'ultimo fischio arbitrale». 

L\'anno scorso promise che, in caso di salvezza, sarebbe andato a casa a piedi dallo stadio. «Sono pronto a rifarlo».

Questo sito web utilizza cookie per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni su come utilizziamo i cookie e su come rimuoverli, consulta la nostra politica sui cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.