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Bonavita: "Il progetto va avanti"

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GiovanniBonavita, responsabile del settore giovanile dell'AlbinoLeffe, èsoddisfatto della stagione che sta per andare in archivio. Mancanoinfatti poche settimane al “rompete le righe” per i ragazzi dellacantera blu-celeste e quindi è tempo di bilanci di unastagione, quella 2011/12, che ha dimostrato la crescita di tutto ilmovimento, dalle attività di base alla Primavera.


Cominciamoda una panoramica dei vari campionati, sig. Bonavita?

Partiamo dalle fasce piùgiovani: le squadre dei pulcini hanno tutte vinto i rispettivicampionati provinciali, ma anche in termini di qualità delgioco espresso hanno fatto molto più che bene. Va dato atto alresponsabile delle attività di base, Graziano Cancelli, e aisuoi collaboratori più stretti, Gigi Rossi e Ivan Pesenti, delgrandissimo lavoro svolto in questa stagione: stanno dimostrandoanche un occhio straordinario nel giudizio sul campo delle potenzialidei baby-calciatori.

Per quanto riguarda le fasce dei natinel 2000 e nel '99: gli esordienti di Federico Caccia chiudono alterzo posto della classifica e hanno dato risultati confortantigiocando con una squadra sotto-età, mentre i '99 allenati daDanelli hanno chiuso un campionato di squadre professionistiche, conuna squadra che gioca un calcio propositivo e divertente, dietro soloa Milan, Inter e Atalanta.

Saliamo alle categorie che disputanocampionati nazionali: i giovanissimi Nazionali hanno disputato uncampionato dignitoso con una squadra sperimentale; gli AllieviNazionali hanno avuto sfortuna (e molta) nelle prime giornate delcampionato, subendo tanti goal nelle ultime battute di diverse gare,ma sono cresciuti tanto durante l'arco della stagione, giocandoottime gare contro avversari di rango (nell'ultima giornata lavittoria contro l'Inter è stata esaltante).

Ultimo capitolo: la Primavera. Sitratta del nostro fiore all'occhiello, è evidente. I risultatidella squadra che Alessio Pala e Mirco Poloni hanno allenato sonostati a dir poco straordinari e siamo riusciti ad accedere per laterza volta nella storia del club alle fasi play-off del torneo.


Tantianche i giocatori convocati nelle nazionali giovanili...

Segnoche siamo anche in grado di vedere le potenzialità di ungiovane calciatore. Una chiamata in Nazionale è motivo diorgoglio per tutto il settore giovanile, perché significa chei criteri di selezione dei calciatori sono validi e riconosciutianche ad alti livelli. Piacentini, Zappa, Vorobjovs, Ambra, Marongiu,Belotti, Piccinini, Zaro, Cortinovis: sono tutti giocatori che hannovestito la maglia di una selezione nazionale e che ogni settimana (aparte Piccinini, a lungo out in questa stagione per un graveinfortunio) danno prove tangibili sul campo del loro valore.


Maqual è l'aspetto di maggiore soddisfazione per lei nel lavoroche state esprimendo?

Èquello di aver trovato un nostro stile, dei nostri tratti peculiari.A mio avviso siamo riusciti a crearci una via distintiva di lavoro,c'è il metodo AlbinoLeffe. E non è poco, considerandoche i settori giovanili spesso si dimostrano un po' sfilacciati e cheogni squadra lavora a sé, come fossero tante piccole societàindipendenti l'una dall'altra.

Noisiamo riusciti a dare omogeneità al settore, sia da un puntodi vista tecnico che organizzativo e di selezione, riuscendo adamalgamare le tante realtà e i tanti individui che compongonouna cantera strutturata come la nostra.

Abbiamoun occhio comune, un criterio di selezione dei giocatori ormai comunea tutti gli operatori. Inoltre tecnici e istruttori hanno unapanoramica completa di quelli che sono i componenti dell'interosettore giovanile, non solo della propria squadra. Ogni allenatore siaggrega più volte a settimana anche ad altre squadre delvivaio, venendo a conoscenza dei metodi di lavoro e dei singolicalciatori e delle loro qualità in maniera diretta. Questo ciconsente di cementare sempre più i rapporti tra tecnici (daqui anche la facilità con la quale siamo riusciti aduniformare il metodo di allenamento e di lavoro sul campo), ma anchedi conoscere al meglio e in maniera capillare problematiche e qualitàdei ragazzi.


Unrisultato davvero importante...

Siamouna piccola realtà, non dobbiamo mai dimenticarlo. Questo èsì un risultato molto importante, ma è solo un altrogradino della scala. Non lo considero certo un punto d'arrivo. Einfatti non ci siamo seduti sugli allori. Abbiamo tanti segni che cidimostrano che questa è la strada giusta: i risultati sonopurtroppo e per fortuna il segno più evidente e concreto dellavalidità del nostro lavoro, così come le convocazioniin Nazionale, ecc. Ma non dimentichiamo che allenatore della primasquadra è Alessio Pala, un tecnico che negli ultimi 2 anni èstato patrimonio del nostro vivaio, e che attaccante titolare nelleultime uscite è stato Andrea Belotti, un prodotto del nostrolavoro.


Progettiper il prossimo anno? Quanto incide la retrocessione sul lavoro delvivaio seriano?

Noi andiamo avanti. Abbiamo avviato 2anni fa un progetto che ora, nonostante la retrocessione, andràavanti e lo farà con ancora maggiore forza e convinzione.Abbiamo iniziato qualcosa nella quale crediamo molto, ovvero lavalorizzazione dei nostri giovani e il potenziamento del nostrovivaio. E i risultati che stiamo raccogliendo ci confermano la bontàdi quel che stiampo facendo. L'esordio in prima squadra di Belotti,di Di Cesare, Ondei, Cortinovis e Vorobjovs e il fatto che questiragazzi abbiano dimostrato qualità e potenzialità fansì che io possa dire sul prossimo anno: l'AlbinoLeffe devecontinuare ad essere una società importante nel panoramacalcistico italiano grazie e con i propri giovani.


Lanovità dell'estate celeste è il Junior Camp: che cosasignifica per Lei questo passo?

Ilcamp è un modo ulteriore per dare forza e segno tangibile delmiglioramento dell'AlbinoLeffe nel suo modo di fare calcio,attraverso la professionalità dei nostri istruttori e lavalidità delle proprie strutture: poter aprire le porte delnostro centro sportivo significa per noi aver alzato il nostrolivello. Il camp è un motivo per vagliare e veder giocatori,per far conoscere al territorio il nostro centro sportivo, perdimostrare che non solo non ci fermiamo, ma abbiamo la voglia e ladeterminazione di migliorarci ancora, soprattutto in prospettivafutura.

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