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La parola ai tecnici: Mister Pala!

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La ripresa del campionato non è così lontana e in casa AlbinoLeffe è già tempo di rimettersi al lavoro per smaltire pandori e panettoni e ritrovare la condizione in vista di un 2013 tutto da vivere. Noi abbiamo raggiunto Alessio Pala per farci raccontare i suoi ricordi per l'anno che sta termina do e le sue speranze per quello che sta per iniziare.

 

Mister, iniziamo parlando di campo e di allenamenti. Avete appena ripreso a lavorare: che gruppo ha ritrovato?

“Ieri abbiamo fatto solo una seduta, ma ne faremo tre doppie da oggi fino al 30 dicembre. Stiamo lavorando più che migliorare la condizione, mirando  a mantenerla. Sarà importante ritrovare anche la condizione mentale perchè l'inizio di campionato è stato difficile. La realtà è che siamo terzultimi e la lotta per la salvezza durissima”.

Che ricordi ha, sportivamente parlando, del 2012?

“E' un anno iniziato in maniera difficile perchè eravamo in una categoria diversa con una squadra diversa. Qualcosa di buono, soprattutto con Fortunato, era stato fatto ma le cose sono cambiate in negativo, anche se nel finale di stagione qualche progresso è stato messo in mostra come i pareggi con Verona e Torino o il successo di Gubbio. Poi è accaduto quello che tutti sappiamo, anche a livello extra calcistico, e qui è stata brava la società a cedere i giocatori per garantire la vita del club e a puntare sui giovani. A luglio c'erano delle incognite legate alla squadra e alla penalizzazione. All'inizio abbiamo faticato a ottenere dei risultati, ma ora possiamo dire anche anche i tanti pareggi si sono rivelati utili. Dopo la sosta abbiamo iniziato a giocare bene e i risultati si sono visti”.

 

Qual è la partita che ricorda con più piacere?

“Sicuramente le vittorie contro Como, Trapani, oppure Tritium in dieci sono state importanti, ma se devo dire la gara più bella scelgo quella contro la Feralpi e in seconda battuta quella con il Lumezzane”.

 

Molti vedono in lei il valore aggiunto di questa squadra. La sua impronta è evidente.

“Giovanni Vavassori diceva: 'Non ho mai fatto l'idraulico' e questo vale anche per me. Non dimentichiamoci che sono il tecnico che nel settore giovanile dell'Atalanta sono quello che ha vinto più di tutti e ha formato più giocatori. Stessa cosa qui anche con l'Aiuto di Bonavita”.

 

Cosa si augura per il 2013 che sta per iniziare?

“Spero che i ragazzi conservino l'umiltà e la voglia di lavorare, mentre io mi auguro di mantenere lo stesso entusiasmo che ho avuto fino a ora nel fare il mio lavoro”.

 

Articolo a cura di Fabio Manara – www.sportorobico.it

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