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Mondonico: "Ora torniamo a sognare"

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Ci sono favole che non possono essere dimenticate, storie che non possono finire, filosofie che ti accompagnano per sempre, avventure incredibili che meritano di essere raccontate. L'AlbinoLeffe per me è stata un'esperienza di grande spessore: allenare una squadra fondata sul sano realismo, senza falsi traguardi ma percorsi precisi da affrontare tutti insieme.

La partecipazione di pochi è stata un motivo in più per essere obbligati a dare ognuno il meglio di sé, con la massima determinazione. Soli contro tutti? No, piuttosto direi pochi contro tanti, pochi ma buoni: mei poc che nisù . Allenarsi, preparare le partite, dare fiducia e speranze anche quando il futuro sembrava nero; mettersi a disposizione di tutti, sapendo che tutti ti avrebbero seguito e mai lasciato solo. Ragazzi che devono dare il meglio avendo come obiettivo la «sopravvivenza» di loro stessi e del mondo che li circonda. Addetti ai lavori abituati ad agire a trecentosessanta gradi, a coltivare non solo il proprio orticello. Molta professionalità, ma molto buon senso e tanta collaborazione.

E poi c'è il presidente, circondato da uomini fidati. Lui è il deus ex machina . Col suo comportamento inglese che diventava incredibilmente latino in caso di sconfitta. È l'ago della bilancia, con tutto il peso da sopportare: alle volte è «poco ironico», spesso e volentieri scorbutico, ma agisce sempre in funzione dell'interesse del club. Più dubbioso che soddisfatto su tutto e su tutti. Una cultura calcistica di primissimo piano, una profonda conoscenza di ogni singolo giocatore. Non è stato difficile collaborare con Andreoletti perché, pur nel rispetto dei ruoli, ce la giocavamo alla pari. L'Albinoleffe è retrocesso, la favola sembrava finita. Il «Pres» non ha mai mollato, in mezzo a mille problematiche ha avuto ancora una volta il guizzo, l'intuito, la bravura per rimettere in piedi la sua creatura, coccolarla, stimolarla, obbligarla a disputare un altro ottimo campionato.

E rieccola, la favola AlbinoLeffe ridiventare realtà.

 

Articolo a cura di Emiliano Mondonico - Pubblicato per gentile concessione della testata giornalistica Corriere della Sera-Bergamo

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