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La parola ai tecnici - Madonna: "Dobbiamo ritrovare mentalità e motivazioni"

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La delusione per la sconfitta di San Marino è ancora tanta, ma in casa AlbinoLeffe c'è voglia di guardare avanti, pensare al futuro e soprattutto non commettere più certi errori. Risalire la china si può, anzi è doveroso, lo sa bene Armando Madonna.

Mister, torniamo un attimo alla gara di domenica. In sala stampa è apparso decisamente contrariato per quanto si è visto in campo.

“Le reazioni a caldo sono le più vere. Mi aspettavo un'altro tipo di gara dopo la sconfitta col Vicenza. Evidentemente siamo arrivati scarichi alla partita e non siamo riusciti a conquistare una gara nella quale per la prima mezz'ora abbiamo fatto quello che volevamo. Siamo partiti bene, facendo oltre quindici cross ma andando al tiro solo due volte. Questo significa che è mancata la determinazione per chiudere subito la pratica, poi quando abbiamo abbiamo subito il vantaggio del San Marino siamo spariti dal campo. Bisogna capire perchè siamo arrivati così alla partita. Nel calcio ci sta di perdere, ma non di giocare così, commettendo sempre i soliti errori”.

Le distrazioni possono essere determinati anche dal fiato corto di chi ha giocato di più?

“Con tutte queste pause è difficile capire il reale stato di forma della squadra perchè il lavoro viene continuamente spezzato. A mio avviso il gruppo lavora bene in settimana, quindi penso che il problema sia nelle motivazioni. Non tutte le soste però vengono per nuocere. La prossima ci aiuterà a recuperare qualche giocatore e a digerire una sconfitta che per adesso nessuno ha mandato giù. Avere tutta la rosa è importante perchè porta ad avere la tensione giusta durante gli allenamenti, nessuno è sicuro del posto, inoltre per un tecnico è importante avere possibilità di scelta durante la gara”.

Secondo lei qual è l'aspetto che deve cambiare nell'atteggiamento della squadra?

“Ieri Gianpiero Ventura parlando di Rudi Garcia ha detto che il suo merito è stato quello di infondere nei fuoriclasse che ha in rosa lo spirito di sacrificio. Il segreto è questo: sono con il lavoro di squadra si possono limare i difetti”.

Cambierà qualcosa nel suo rapporto con i giocatori?

“E' logico che io e il mio staff dobbiamo cambiare qualcosa, ma i primi che devono ritrovare l'orgoglio per ripartire sono i giocatori stessi. Avere le motivazioni giuste ti fa fare il salto di qualità e diventare un giocatore vero. Se non le trovano da soli, gliele faremo trovare noi, ma devono capire che non sarà sempre così. Questi ragazzi devono capire che nella vita ci sono dei treni che passano una volta sola. Ne sta passando uno importante davanti a tutti noi è dobbiamo prenderlo al volo”.

La classifica non ha subito grossi scossoni dopo l'ultimo turno, davanti regna l'incertezza.

“E' un campionato equilibrato per colpa, in parte, di quelle squadre che stanno davanti che a turno hanno steccato una o più gare. Solo Entella e Pro Vercelli non hanno ancora sbagliato un colpo, ma penso che prima o poi anche loro faranno dei passi falsi”.

Ora vi attendono due settimane per preparare la sfida con il Como.

“Questa squadra a una grande cultura del lavoro, ma come ripeto da qualche tempo, allenarsi bene non garantisce il risultato alla domenica. Chi vuole fare questo mestiere a certi livelli ci si deve dedicare in pieno, pensare ai piccoli dettagli come il riposo. Non basta impegnarsi nelle due ore di allenamento”.

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