La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
La prima impressione contemplando il panorama non proprio fiorito del calcio italiano è la seguente. Accidenti, quanto sono messe male le squadre della Lega Pro! Quattro promozioni per 60 iscritte (tre gironi). Una percentuale assolutamente troppo bassa. Con queste prospettive, chi investe correndo il rischio di mettere soldi ricevendo in cambio le palate di fango automatiche nello sport se arrivi secondo?
Dall'obbligata premessa muove l'osservazione di Albinoleffe. Questo - la terza categoria nazionale - va considerato il suo campionato. La serie B è stata una bell'avventura. Irripetibile? Probabilmente. Vincere il proprio girone equivale a un'impresa. E i play off, con una sola che passa, una folle roulette russa. La macallite, malattia infettiva italiana che non si discosta dalla tavecchite, ha colpito ancora? Ma forse a questo punto non è più neppure colpa di Tavecchio e di Macalli, se, raschiando il fondo del barile, sì deve giocare dalle 19.30 del venerdì alle 22.30 del lunedì .
Sicché l'Albinoleffe, uscendo dal mercato, possiede oggi un organico in formazione. L'obiettivo è di crescere alla distanza. Se la rosa diventerà squadra, nel 2015 la Bluceleste vorrebbe dire la sua, guardando la classifica. Del resto siamo all'anno 2. Il dopo retrocessione inteso come l'anno 0 (con quella penalizzazione ...), la stagione passata (col raggiungimento dei play off) la prima della nuova era. Sì può parlare d'escalation? Sì. Chi ha cavato le castagne dal fuoco? Sono stati i giovani dell'Albinoleffe. Ce n'erano 13, subito dopo il calcioscommesse, sono aumentati a 16 nel 2013-2014, ora siamo a 17 (tutti meno Offredi, Moi, Taugourdeau, Momentè e Aurelio, più l'infortunato Girasole). Il dato conferma la politica societaria (700 mila euro all'anno stanziati per giovani).
A Cremona (debutto in campionato) le basi affinché il gruppo riesca a compattarsi almeno a media scadenza si sono pur intraviste. Al di là del risultato a reti bianche positivo (i grigiorossi puntano decisi al salto di categoria), la fase difensiva - in una squadra costretta a esibirsi per oltre un'ora in dieci - è piaciuta. In questi casi, si tira in ballo il cuore, tuttavia cavarsela in certe condizioni è senz'altro più una questione d'organizzazione, che è parsa davvero a buon punto. C'è voluta pure un po' dì fortuna, ma ci mancherebbe altro. Non pervenuta, naturalmente, la ripartenza, ma mister Pala non solo ha dovuto far a meno dell'espulso Corradi. Nell'azione incriminata s'era infortunato Pesenti, sostituito.
Il cartellino rosso a Corradi , invece, rappresenta la nota dolente. Non tanto per l'episodio, quanto concettualmente. Senza dettagliare eccessivamente, ma l'arbitro negli spogliatoi aveva chiaramente spiegato la sua filosofia circa le modalità d'interruzione del gioco. Corradi, alla messa in pratica, ha fatto l'esatto contrario. Un comportamento che fa temere di trovarsi al cospetto di un atleta che non sta a sentire. Al ragazzo, che esordì ai tempi della B, il compito di smentire questa brutta sensazione.
Dall'obbligata premessa muove l'osservazione di Albinoleffe. Questo - la terza categoria nazionale - va considerato il suo campionato. La serie B è stata una bell'avventura. Irripetibile? Probabilmente. Vincere il proprio girone equivale a un'impresa. E i play off, con una sola che passa, una folle roulette russa. La macallite, malattia infettiva italiana che non si discosta dalla tavecchite, ha colpito ancora? Ma forse a questo punto non è più neppure colpa di Tavecchio e di Macalli, se, raschiando il fondo del barile, sì deve giocare dalle 19.30 del venerdì alle 22.30 del lunedì .
Sicché l'Albinoleffe, uscendo dal mercato, possiede oggi un organico in formazione. L'obiettivo è di crescere alla distanza. Se la rosa diventerà squadra, nel 2015 la Bluceleste vorrebbe dire la sua, guardando la classifica. Del resto siamo all'anno 2. Il dopo retrocessione inteso come l'anno 0 (con quella penalizzazione ...), la stagione passata (col raggiungimento dei play off) la prima della nuova era. Sì può parlare d'escalation? Sì. Chi ha cavato le castagne dal fuoco? Sono stati i giovani dell'Albinoleffe. Ce n'erano 13, subito dopo il calcioscommesse, sono aumentati a 16 nel 2013-2014, ora siamo a 17 (tutti meno Offredi, Moi, Taugourdeau, Momentè e Aurelio, più l'infortunato Girasole). Il dato conferma la politica societaria (700 mila euro all'anno stanziati per giovani).
A Cremona (debutto in campionato) le basi affinché il gruppo riesca a compattarsi almeno a media scadenza si sono pur intraviste. Al di là del risultato a reti bianche positivo (i grigiorossi puntano decisi al salto di categoria), la fase difensiva - in una squadra costretta a esibirsi per oltre un'ora in dieci - è piaciuta. In questi casi, si tira in ballo il cuore, tuttavia cavarsela in certe condizioni è senz'altro più una questione d'organizzazione, che è parsa davvero a buon punto. C'è voluta pure un po' dì fortuna, ma ci mancherebbe altro. Non pervenuta, naturalmente, la ripartenza, ma mister Pala non solo ha dovuto far a meno dell'espulso Corradi. Nell'azione incriminata s'era infortunato Pesenti, sostituito.
Il cartellino rosso a Corradi , invece, rappresenta la nota dolente. Non tanto per l'episodio, quanto concettualmente. Senza dettagliare eccessivamente, ma l'arbitro negli spogliatoi aveva chiaramente spiegato la sua filosofia circa le modalità d'interruzione del gioco. Corradi, alla messa in pratica, ha fatto l'esatto contrario. Un comportamento che fa temere di trovarsi al cospetto di un atleta che non sta a sentire. Al ragazzo, che esordì ai tempi della B, il compito di smentire questa brutta sensazione.
Cesare Malnati