Giovani calciatori crescono - Fabio Prandini
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È uno degli ultimi arrivati negli Allievi Nazionali allenati da mister Caccia, ma ha grande voglia di mettersi in mostra e fare vedere le sue qualità. Oggi conosciamo meglio Fabio Prandini.
Fabio, per prima cosa benvenuto. Com'è stato l'impatto con questa nuova realtà?
“Mi sono subito trovato bene con i nuovi compagni e con gli allenatori che mi hanno fatto capire che ho ampi margini di miglioramento”.
Quali sono le principali differenze che hai avvertito nel passaggio da una società dilettantistica a una professionistica?
“Prima mi allenavo due volte a settimana, ora quattro e la differenza si nota nell'intensità del lavoro. Conciliare gli impegni sportivi con la scuola non è facile, ma ce la metto tutta”.
Cosa hai pensato al momento della chiamata da parte dell'AlbinoLeffe?
“Era contentissimo. Era il mio sogno, si è realizzato e ora spero di portarlo avanti”.
Lo scorso weekend hai anche esordito. Com'è andata con il Renate?
“Abbiamo pareggiato, ma avremo potuto vincere. Siamo partiti male subendo tre gol, poi abbiamo rimontato e sfiorato il successo nel finale, ma un po' di sfortuna ci ha fermati”.
A quali portieri ti ispiri?
“Buffon e Courtois. Mi piace 'volare' e lanciarmi nelle uscite”.
Su quali aspetti pensi di poter migliorare e quale credi che sia il tuo colpo migliore?
“Si può migliorare sempre in tutto. Penso di cavarmela bene tra i pali”.
Quali sono i tuoi obiettivi personali e di squadra?
“Gli obiettivi di squadra sono quelli che vengono prima. Penso che siamo un buon gruppo, quindi possiamo sicuramente puntare alle finali e poi magari alla vittoria del campionato”.
Cosa ti hanno detto i tuoi genitori e i tuoi amici per questa avventura?
“Sono stati tutti molto felici. I miei genitori sono orgogliosi di vedermi indossare questa maglia e anche i miei amici sono molto contenti”.
Infine: cosa ti ha colpito di più dell'ambiente AlbinoLeffe?
“La professionalità. Nulla viene lasciato al caso, anche negli allenamenti che vengono fatti con grande cura”.
Fabio, per prima cosa benvenuto. Com'è stato l'impatto con questa nuova realtà?“Mi sono subito trovato bene con i nuovi compagni e con gli allenatori che mi hanno fatto capire che ho ampi margini di miglioramento”.
Quali sono le principali differenze che hai avvertito nel passaggio da una società dilettantistica a una professionistica?
“Prima mi allenavo due volte a settimana, ora quattro e la differenza si nota nell'intensità del lavoro. Conciliare gli impegni sportivi con la scuola non è facile, ma ce la metto tutta”.
Cosa hai pensato al momento della chiamata da parte dell'AlbinoLeffe?
“Era contentissimo. Era il mio sogno, si è realizzato e ora spero di portarlo avanti”.
Lo scorso weekend hai anche esordito. Com'è andata con il Renate?
“Abbiamo pareggiato, ma avremo potuto vincere. Siamo partiti male subendo tre gol, poi abbiamo rimontato e sfiorato il successo nel finale, ma un po' di sfortuna ci ha fermati”.
A quali portieri ti ispiri?
“Buffon e Courtois. Mi piace 'volare' e lanciarmi nelle uscite”.
Su quali aspetti pensi di poter migliorare e quale credi che sia il tuo colpo migliore?
“Si può migliorare sempre in tutto. Penso di cavarmela bene tra i pali”.
Quali sono i tuoi obiettivi personali e di squadra?
“Gli obiettivi di squadra sono quelli che vengono prima. Penso che siamo un buon gruppo, quindi possiamo sicuramente puntare alle finali e poi magari alla vittoria del campionato”.
Cosa ti hanno detto i tuoi genitori e i tuoi amici per questa avventura?
“Sono stati tutti molto felici. I miei genitori sono orgogliosi di vedermi indossare questa maglia e anche i miei amici sono molto contenti”.
Infine: cosa ti ha colpito di più dell'ambiente AlbinoLeffe?
“La professionalità. Nulla viene lasciato al caso, anche negli allenamenti che vengono fatti con grande cura”.