La pulce nell'orecchio
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La casalinga disfatta dell'AlbinoLeffe (0-3) ad opera della Giana di Gorgonzola, sottostante, l'anno scorso, ben due categorie, rappresenterà senza dubbio la vera svolta - chiara, netta e tonda - della stagione. Con Pala, la squadra aveva una fase difensiva abbastanza impermeabile, cioè che lasciava passare poco e niente. Però la palla tornava sempre indietro perché l'attacco non la teneva su. Con Bonazzi il reparto offensivo incide. Ma la retroguardia prende tre gol a partita. In entrambi i casi, i risultati sono fallimentari. Par semplice tirare la logica conclusione. Al di là delle problematiche tattiche, l'organico è la classica coperta corta. Probabilmente per constatarlo non erano necessarie 15 giornate di campionato. Ma in ogni caso ora si può tranquillamente dire d'essere in possesso della prova del nove. Che significa? Che bisogna comprare giocatori. Altrimenti salvarsi sul campo diventa una pia illusione. Questa la premessa imprescindibile.
La gara con la Giana è stata paradossale, a conferma che queste situazioni complicate s'alimentano pure di momenti beffardi. Nei primi 10 minuti l'AlbinoLeffe ha avuto tre nitide palle-gol, con l'uomo solo davanti al portiere. Momentè, Corradi e Pesenti in rapida successione non hanno colpito. Poca cattiveria. Ma almeno un gol lo devi segnare. Sicché i tre sì dividono in parti eguale una grossa responsabilità. Poi i milanesi vanno in vantaggio di testa sulla prima azione e qui il reparto arretrato celeste dorme. Sul capovolgimento dì fronte, Pesenti prende da mezzo metro il più clamoroso dei pali della sua vita. Be', stavolta che sfortuna! La rete beccata e quella mancata abbattono gli undici giovanotti siriani, che vanno sotto nuovamente sempre di testa, col diciottenne Barzaghi letteralmente sovrastato dell'avversario diretto. Reazione sotto zero e buio pesto allorché, subito dopo l'intervallo, Offredi si fa bucare sul suo palo, su punizione. Offredi che era sembrato un po' tardo di riflessi anche prima.
Una partita neanche brutta, anzi movimentata almeno nella mezz'ora iniziale. Il 4-4-2 la scelta di Bonazzi, col ritorno tuttavia ai lanci lunghi per le punte in luogo del più coinvolgente giro palla. Lanci, peraltro, che stavano dando i loro frutti, viste le occasioni mancate. Ma bisogna vedere fino a che punto l'approssimativa disposizione difensiva iniziale della Giana non abbia inciso. Fatto sta che ben presto Taugourdeau e Gazo sono naufragati davanti ai centrali Ondei e Moi mentre Calì da una parte e Corradi dall'altra non hanno saputo organizzare sovrapposizioni con i colleghi di fascia Salvi e Barzaghi. Nella ripresa s'è rischiato la goleada.
Ulteriori approfondimenti specifici sarebbero inutili. La prima mossa spetta al presidente Andreoletti, che sicuramente s'è reso conto che così non si può andare avanti. Il suo progetto di dar strada ai giovani resta valido, ma sono gli stessi giovani che reclamano un contributo di categoria per essere messi nelle condizioni di far bene anche in prima squadra. Intanto bisogna serrare le fila e finire il 2014. Con Bonazzi? I suoi numeri (zero punti, parziale 1-9) sono imbarazzanti, anche se non si può giudicare un tecnico debuttante, salito in carrozza in corsa, sulla distanza di tre partite. Ma forse per gestire l'emergenza serve mestiere ed esperienza.
La gara con la Giana è stata paradossale, a conferma che queste situazioni complicate s'alimentano pure di momenti beffardi. Nei primi 10 minuti l'AlbinoLeffe ha avuto tre nitide palle-gol, con l'uomo solo davanti al portiere. Momentè, Corradi e Pesenti in rapida successione non hanno colpito. Poca cattiveria. Ma almeno un gol lo devi segnare. Sicché i tre sì dividono in parti eguale una grossa responsabilità. Poi i milanesi vanno in vantaggio di testa sulla prima azione e qui il reparto arretrato celeste dorme. Sul capovolgimento dì fronte, Pesenti prende da mezzo metro il più clamoroso dei pali della sua vita. Be', stavolta che sfortuna! La rete beccata e quella mancata abbattono gli undici giovanotti siriani, che vanno sotto nuovamente sempre di testa, col diciottenne Barzaghi letteralmente sovrastato dell'avversario diretto. Reazione sotto zero e buio pesto allorché, subito dopo l'intervallo, Offredi si fa bucare sul suo palo, su punizione. Offredi che era sembrato un po' tardo di riflessi anche prima.
Una partita neanche brutta, anzi movimentata almeno nella mezz'ora iniziale. Il 4-4-2 la scelta di Bonazzi, col ritorno tuttavia ai lanci lunghi per le punte in luogo del più coinvolgente giro palla. Lanci, peraltro, che stavano dando i loro frutti, viste le occasioni mancate. Ma bisogna vedere fino a che punto l'approssimativa disposizione difensiva iniziale della Giana non abbia inciso. Fatto sta che ben presto Taugourdeau e Gazo sono naufragati davanti ai centrali Ondei e Moi mentre Calì da una parte e Corradi dall'altra non hanno saputo organizzare sovrapposizioni con i colleghi di fascia Salvi e Barzaghi. Nella ripresa s'è rischiato la goleada.
Ulteriori approfondimenti specifici sarebbero inutili. La prima mossa spetta al presidente Andreoletti, che sicuramente s'è reso conto che così non si può andare avanti. Il suo progetto di dar strada ai giovani resta valido, ma sono gli stessi giovani che reclamano un contributo di categoria per essere messi nelle condizioni di far bene anche in prima squadra. Intanto bisogna serrare le fila e finire il 2014. Con Bonazzi? I suoi numeri (zero punti, parziale 1-9) sono imbarazzanti, anche se non si può giudicare un tecnico debuttante, salito in carrozza in corsa, sulla distanza di tre partite. Ma forse per gestire l'emergenza serve mestiere ed esperienza.
Cesare Malnati