aL Giovani – Federico Caccia: "Il calcio è una passione da condividere".
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Riprendono questo pomeriggio gli allenamenti per i nostri Allievi Nazionali dopo la fantastica vittoria in rimonta contro la Feralpi Salò per 3-2. Oggi abbiamo raggiunto la guida di questi ragazzi, Mister Federico Caccia.
Vittoria importante ma soprattutto meritata quella ottenuta domenica.
Tre punti conquistati all’ultimo respiro. Raccontaci: com’è andata?
“Siamo riusciti a riprendere i nostri avversari e superarli nel recupero, ben oltre il tempo regolamentare, grazie ad un calcio di rigore. E non è la prima volta che il risultato si decide con un tiro dagli undici metri. E’ successo altre tre volte in altre tre occasioni: contro il Renate, il rigore è stato l’inizio della rimonta che ci ha permesso di passare dal risultato di 0-3 al 3-3 finale; contro l’Inter, avevamo l’occasione di portare a casa la partita ma abbiamo sbagliato dal dischetto; contro la Reggiana, infine, abbiamo sbagliato ancora il penalty quando eravamo in inferiorità numerica, sprecando così una grossa occasione.
Domenica, invece, è andata bene. Complimenti ai ragazzi perché si meritavano questa vittoria, per impegno e sacrificio”.
Ora siete a quota 15 punti, insieme a Lumezzane e Inter. In sostanza, siete nel vagone di metà classifica. C’è qualche punticino che, secondo te, avete lasciato per strada?
“Sono convinto che alla fine della stagione ritornerà tutto. In questo momento però siamo a credito: fino ad ora non siamo stati particolarmente fortunati ”.
Domenica prossima ci aspetta la sfida contro il Parma in trasferta, l’ultima gara del girone d’andata prima della pausa natalizia. Riesci a stilare un bilancio fino ad ora?
“Il girone d’andata non è stato facile, soprattutto perché abbiamo fatto un po’ fatica a trovare il giusto equilibrio. La squadra è composta in gran parte da ragazzi del 1999 che provengono dai Giovanissimi e che hanno dovuto trovare il ritmo della categoria. Adesso, però, stiamo facendo meglio e per questo sono molto fiducioso per il girone di ritorno”.
I ragazzi stanno attraversando una fase importante della loro crescita. Come fai a motivarli? C’è una cosa in particolare che cerchi di trasmettere loro?
“A dirti la verità, quel che secondo me conta maggiormente è qualcosa che si può trasmettere fino a un certo punto. Parlo di passione che, ovviamente, deve essere alimentata e condivisa con l’allenatore e i compagni”.
Per allenare ragazzi di quindici anni bisogna essere un po’ tecnico e un po’ educatore. In che percentuale sei l’uno e l’altro? E perché?
“Per come sono fatto io, la parte di educatore supera quella di tecnico. Tradotto in percentuale, penso di essere al 60% educatore e al 40% tecnico. Mi concentro di più sull’aspetto motivazionale e sulla persona”.
Sei stato anche tu quindicenne su un campo di pallone. Come sono cambiati negli anni i ragazzi di questa età che giocano a calcio?
“Beh sono molto più attenti al look, dalle scarpe alla punta dei capelli…”.
Grazie della chiacchierata Mister e sempre forza AlbinoLeffe!
“Sempre!”.
Vittoria importante ma soprattutto meritata quella ottenuta domenica. Tre punti conquistati all’ultimo respiro. Raccontaci: com’è andata?
“Siamo riusciti a riprendere i nostri avversari e superarli nel recupero, ben oltre il tempo regolamentare, grazie ad un calcio di rigore. E non è la prima volta che il risultato si decide con un tiro dagli undici metri. E’ successo altre tre volte in altre tre occasioni: contro il Renate, il rigore è stato l’inizio della rimonta che ci ha permesso di passare dal risultato di 0-3 al 3-3 finale; contro l’Inter, avevamo l’occasione di portare a casa la partita ma abbiamo sbagliato dal dischetto; contro la Reggiana, infine, abbiamo sbagliato ancora il penalty quando eravamo in inferiorità numerica, sprecando così una grossa occasione.
Domenica, invece, è andata bene. Complimenti ai ragazzi perché si meritavano questa vittoria, per impegno e sacrificio”.
Ora siete a quota 15 punti, insieme a Lumezzane e Inter. In sostanza, siete nel vagone di metà classifica. C’è qualche punticino che, secondo te, avete lasciato per strada?
“Sono convinto che alla fine della stagione ritornerà tutto. In questo momento però siamo a credito: fino ad ora non siamo stati particolarmente fortunati ”.
Domenica prossima ci aspetta la sfida contro il Parma in trasferta, l’ultima gara del girone d’andata prima della pausa natalizia. Riesci a stilare un bilancio fino ad ora?
“Il girone d’andata non è stato facile, soprattutto perché abbiamo fatto un po’ fatica a trovare il giusto equilibrio. La squadra è composta in gran parte da ragazzi del 1999 che provengono dai Giovanissimi e che hanno dovuto trovare il ritmo della categoria. Adesso, però, stiamo facendo meglio e per questo sono molto fiducioso per il girone di ritorno”.
I ragazzi stanno attraversando una fase importante della loro crescita. Come fai a motivarli? C’è una cosa in particolare che cerchi di trasmettere loro?
“A dirti la verità, quel che secondo me conta maggiormente è qualcosa che si può trasmettere fino a un certo punto. Parlo di passione che, ovviamente, deve essere alimentata e condivisa con l’allenatore e i compagni”.
Per allenare ragazzi di quindici anni bisogna essere un po’ tecnico e un po’ educatore. In che percentuale sei l’uno e l’altro? E perché?
“Per come sono fatto io, la parte di educatore supera quella di tecnico. Tradotto in percentuale, penso di essere al 60% educatore e al 40% tecnico. Mi concentro di più sull’aspetto motivazionale e sulla persona”.
Sei stato anche tu quindicenne su un campo di pallone. Come sono cambiati negli anni i ragazzi di questa età che giocano a calcio?
“Beh sono molto più attenti al look, dalle scarpe alla punta dei capelli…”.
Grazie della chiacchierata Mister e sempre forza AlbinoLeffe!
“Sempre!”.