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La pulce nell'orecchio

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Poche squadre possono rinunciare in una partita a tre difensori titolari su quattro, figurarsi l'AlbinoLeffe, il cui organico - pur sistemato a gennaio - continua a presentare problematicità almeno dal punto di vista numerico. Il reparto in emergenza, gli automatismi vanno a farsi benedire. A Gorgonzola, contro la Giana, niente da fare per lo squalificato capitan Salvi e per gli indisposti Moi e Anghileri. Il concentrato dell'inevitabile sconfitta (2-3) sta tutto qui. Che poi l'aver perduto in extremis, e dopo aver compiuto una sorprendente quanto vana rimonta da 0-2 a 2-2, possa tramutare in rabbiose recriminazioni lucide valutazioni, questo sì.

Come se l'è cavata il povero Mangone, dopo essersi grattato abbondantemente la pera, al momento di varare la formazione? Unico rincalzo di ruolo disponibile, Ondei. Dunque, Ondei vicino ad Allievi, al centro. Poi prendi il solito Maietti e abbassalo a terzino destro. Dall'altra parte Cortinovis, che sta facendosi le ossa in fascia, ma per ora denuncia come lato debole la fase difensiva. Ad andare in crisi è stata la coppia Maietti-Ondei. E non poteva essere diversamente. Sapete chi c'era lì per la Giana? Un certo Gasbarroni, che ha disputato un sacco di partite in serie A e non è ancora Matusalemme. Il fantasista, subito all'inizio, è venuto dentro una, due, tre, dieci volte e insomma era chiaro che i padroni di casa - con altri elementi non trascurabili, fra cui Sinigaglia e Rossini - sarebbero prima o poi passati.

Ecco, pensandoci bene questa partita fa proprio al caso della Pulce, che, ora che ha preso il volo, comincia a ronzare. Per i tifosi - che osservano sgomenti la peggiorata classifica - non dev'essere gratificante riscontrare una chiara inferiorità tecnica di fronte a una Giana di Gorgonzola, società degna del massimo rispetto ma con trascorsi quasi esclusivamente fra i dilettanti. Questo dispiacere e quest'amarezza del pubblico vanno espressi. Che il Novara sia più attrezzato dell'AlbinoLeffe rientra nella norma, ma pure la Giana...

Chiusa la parentesi, la prestazione della Bluceleste - dopo un primo tempo troppo remissivo e rinunciatario - dà la prova di una formazione ancora viva, in grado di rimettersi in carreggiata con un uno-due ad opera di Spinelli, il migliore, e Bradaschia, sfruttando magari una leggerezza della panchina avversaria. Chi l'abbia fatto fare a mister Albè di ritirare sul più bello quel castigamatti di Gasbarroni non si sa. Fatto sta che l'AlbinoLeffe ha pareggiato in quattro e quattr'otto. Poi, ancora una volta, le individualità dei brianzoli hanno fatto la differenza in chiave negativ e buonanotte. Comunque le carte in regola per giocarsela fino alla fine ci sono, ma le gare da disputare sono sempre meno e sta facendosi sempre più dura.

Cesare Malnati

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