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aL Giovani - Zirafa traccia il bilancio

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Dopo un periodo di meritato riposo durante le festività natalizie, quest’oggi anche il Settore Giovanile bluceleste riprende la sua attività. Ai nostri microfoni il Responsabile del Settore Giovanile Paolo Zirafa traccia un bilancio sull’anno appena trascorso e fissa gli obiettivi per il 2016.

Buongiorno Paolo e buon anno. Partiamo da un bilancio sulla tua esperienza qui all’AlbinoLeffe ed in particolare su quanto accaduto in quest’ultimo anno solare. Come giudichi il tuo 2015?

“La valutazione di questo anno da un punto di vista personale è sicuramente positiva. Sono arrivato in una società dopo aver smesso di giocare a calcio e dopo due anni di dilettantismo a livello dirigenziale. La prima cosa di cui mi sono reso conto è che l’AlbinoLeffe di dilettante non ha nulla. Nei professionisti questo dovrebbe essere la normalità, ma in Lega Pro ci sono tante realtà in cui si respira più aria di Serie D. Qui l’aria che si respira forse è addirittura di categoria superiore, a livello organizzativo e di strutture. Il mio arrivo qui ha quindi rappresentato per me un salto di carriera importante”.

altIl 2015 ha rappresentato per te anche l'anno della tua prima esperienza in panchina…

“Devo ringraziare il Presidente per la possibilità di allenare, che mi apre ulteriormente la mente ad un nuovo contesto professionale, e mister Zanchini, che calcisticamente mi ha coinvolto in concetti di gioco che prima non conoscevo. E’ normale che alcune cose spesso non vengono capite, accettate e recepite immediatamente. Anche nel mio caso, c’è stato un periodo di dubbi, che oggi non ho più. Reputo quello che stiamo facendo veramente all’avanguardia. Credo ciecamente in ciò che portiamo avanti e non è un caso che anche i risultati ci stiano dando ragione”.

Qual è la tua valutazione su questi primi mesi da formatore?

“Il bilancio con la mia squadra di Allievi è molto positivo. Sono sincero: all’inizio di questa avventura non sapevo come sarebbe potuta andare. Ovviamente non avevo un passato da formatore che potesse offrirmi un’idea del mio possibile contributo ai ragazzi. Sono stato molto aiutato dalla disponibilità dei giocatori che hanno subito capito e apprezzato la mia persona. Aldilà di qualsiasi proposta, se non c’è stima tra gli interlocutori, è difficile trasmettere qualcosa. Questa squadra sta dando continuità ai concetti di possesso e non possesso: questo non può che far piacere e farci ben sperare per il futuro”.

Qual è l’episodio che ti ha fatto più apprezzare il tuo nuovo ruolo di formatore?

“E’ legato alla preparazione di inizio anno, in cui avevo ancora qualche timore in relazione soprattutto alla squadra che stavo iniziando ad allenare, in quanto gli Allievi Nazionali di Lega Pro sono sicuramente una categoria importante. L’episodio che ha sciolto il ghiaccio è stata la prima amichevole disputata a San Pellegrino. Fino a quel momento non conoscevo le potenzialità della squadra, né sapevo come pormi nei confronti dei ragazzi, né come loro avrebbero reagito alle mie indicazioni. Abbiamo disputato una bella prova contro una Prima Squadra: in quel momento ho capito che si poteva lavorare e raggiungere qualcosa di importante. In quella partita tutte le mie titubanze sono scomparse”.

Tornando, invece, al ruolo di responsabile del settore giovanile, come è stato l’approccio dei ragazzi alla metodologia che tu e mister Zanchini avete riproposto quest’anno?

“Quest’anno, i ragazzi hanno subito apprezzato il lavoro svolto e quest’ultimo ha dato i suoi frutti. C’è sicuramente ancora tanto da fare e da sistemare. Se fossimo stati talmente bravi a correggere immediatamente tutti gli errori, molte gare sarebbero finite diversamente. Cercheremo di migliorare sempre di più. La nostra filosofia non cambia: vogliamo far bene, passando attraverso il gioco e un’organizzazione nelle due fasi”.

Guardando al 2016, qual è l’obiettivo che vorresti raggiungere a livello giovanile?

“Vorrei arrivare a fine anno e dire che siamo riusciti ad identificare un giocatore per le sue caratteristiche e le sue qualità messe al servizio di un insieme. A livello giovanile questo è l’obiettivo che dobbiamo perseguire. Se questo accadesse, sono certo che arriverebbero anche i risultati di campo. In più categorie in questo inizio anno abbiamo dimostrato di avere doti tecniche, tattiche e temperamentali importanti. Stiamo inquadrando molti giocatori che fino a poco tempo fa non sapevamo se fossero carne o pesce. L’obiettivo è arrivare alla conclusione di questo percorso con le idee chiare sui nostri ragazzi, attraverso un completamento calcistico che parte proprio dalle loro lacune”.

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