L'uomo del giorno - Guillaume Legras
- Pubblicato in Società
In sole due settimane si è ritagliato un posto importante nello schieramento di mister Sesia e si è già fatto apprezzare dall'ambiente bluceleste per il suo comportamento esemplare in campo e fuori. Stiamo parlando dell'ultimo arrivato Guillaume Legras, nostro ospite di oggi per la rubrica 'L'uomo del giorno'.
Ciao Guillaume e benvenuto! Sono passate due settimane dal tuo arrivo. Come hai trascorso il tuo primo periodo a Zanica e quale impatto hai avuto con questa realtà?
"Conoscevo questa realtà perchè negli ultimi due anni ho seguito molto il calcio italiano. Sapevo che l'AlbinoLeffe era una società seria, che puntava molto sui giovani e che aveva fatto molti anni in Serie B. Inoltre, dalla mia ultima esperienza a Barletta, conosco Danti e mister Sesia, che sono venuti qui. Mi sono fidato della loro scelta. Ora che sono qui posso confermare tutte le mie precedenti impressioni".
Dopo due anni trascorsi a Barletta, affronti la tua prima esperienza nel nord Italia. Quali sono le principali differenze sia calcistiche che di vita che più hai notato tra queste due realtà?
"Al Sud mi sono trovato veramente bene. Mi hanno accolto con grande calore e entusiasmo, ma anche qui la gente mi ha fatto sentire a casa. E' ancora presto per dirlo, ma qui mi trovo bene. Da un punto di vista calcistico, qui si gioca un calcio un po' meno cattivo, ma aldilà di questo non noto tante differenze tra i due gironi. Ho riscontrato che a livello di presenze allo stadio qui c'è un po' meno gente, anche per l'influenza di una società della stessa città che gioca in Serie A, ma i tifosi che sono venuti in trasferta a Bolzano, nonostante fossero molti di meno dei tifosi di casa, hanno cantato per tutto il tempo e li abbiamo sentiti molto dal campo. Dobbiamo veramente ringraziarli per il loro supporto".
Provieni da un calcio e da una cultura diversa dalla nostra, quella francese. Se dovessi scegliere un aspetto del calcio della tua nazione da portare qui in Italia, quale sceglieresti?
"A mio parere, il calcio italiano è già molto completo. Le squadre giocano il pallone e cercano di imporre il loro gioco. Personalmente amo il bel calcio, quello ben giocato palla a terra ed in questo credo che l'Italia non abbia nulla da invidiare alla Francia. Per questo sono molto felice di giocare ancora in Italia. Se dovessi, comunque, rispondere alla tua domanda, direi forse l'impatto fisico dei giocatori su una partita, che in Francia è maggiore rispetto a qui. Un altro aspetto che preferisco del calcio francese è il fatto che gli arbitri lasciano molto più correre e giocare, senza interrompere il gioco con frequenza. A prescindere, è bello adattarsi a culture diverse, quindi sono più che felice di giocare in un campionato come quello italiano".
In breve tempo sei riuscito a conquistarti un posto da titolare in campionato. Osservando le caratteristiche di questa squadra, come giudichi il momento che sta attraversando e cosa ti aspetti da questo girone di ritorno?
"Stiamo lavorando molto bene durante gli allenamenti, c'è un bel modo di fare e di porsi da parte di tutti. I giocatori sono tutti seri e professionali. C'è un gruppo molto disponibile, intelligente e pronto a mettersi in gioco. Una squadra con queste caratteristiche può far fatica all'inizio, ma è destinata a crescere. Queste due ultime partite, ci hanno dato tanto a livello di fiducia e la fiducia stessa trasmette tanto. Nonostante sia arrivato da poco, posso dire che forse questo era l'elemento che per un periodo forse è mancato a causa di una serie di risultati poco felici, che hanno abbassato l'autostima del gruppo. Ora la stiamo riconquistando e sono convinto che questa sia la strada giusta".
Ciao Guillaume e benvenuto! Sono passate due settimane dal tuo arrivo. Come hai trascorso il tuo primo periodo a Zanica e quale impatto hai avuto con questa realtà?
"Conoscevo questa realtà perchè negli ultimi due anni ho seguito molto il calcio italiano. Sapevo che l'AlbinoLeffe era una società seria, che puntava molto sui giovani e che aveva fatto molti anni in Serie B. Inoltre, dalla mia ultima esperienza a Barletta, conosco Danti e mister Sesia, che sono venuti qui. Mi sono fidato della loro scelta. Ora che sono qui posso confermare tutte le mie precedenti impressioni".
Dopo due anni trascorsi a Barletta, affronti la tua prima esperienza nel nord Italia. Quali sono le principali differenze sia calcistiche che di vita che più hai notato tra queste due realtà?"Al Sud mi sono trovato veramente bene. Mi hanno accolto con grande calore e entusiasmo, ma anche qui la gente mi ha fatto sentire a casa. E' ancora presto per dirlo, ma qui mi trovo bene. Da un punto di vista calcistico, qui si gioca un calcio un po' meno cattivo, ma aldilà di questo non noto tante differenze tra i due gironi. Ho riscontrato che a livello di presenze allo stadio qui c'è un po' meno gente, anche per l'influenza di una società della stessa città che gioca in Serie A, ma i tifosi che sono venuti in trasferta a Bolzano, nonostante fossero molti di meno dei tifosi di casa, hanno cantato per tutto il tempo e li abbiamo sentiti molto dal campo. Dobbiamo veramente ringraziarli per il loro supporto".
Provieni da un calcio e da una cultura diversa dalla nostra, quella francese. Se dovessi scegliere un aspetto del calcio della tua nazione da portare qui in Italia, quale sceglieresti?
"A mio parere, il calcio italiano è già molto completo. Le squadre giocano il pallone e cercano di imporre il loro gioco. Personalmente amo il bel calcio, quello ben giocato palla a terra ed in questo credo che l'Italia non abbia nulla da invidiare alla Francia. Per questo sono molto felice di giocare ancora in Italia. Se dovessi, comunque, rispondere alla tua domanda, direi forse l'impatto fisico dei giocatori su una partita, che in Francia è maggiore rispetto a qui. Un altro aspetto che preferisco del calcio francese è il fatto che gli arbitri lasciano molto più correre e giocare, senza interrompere il gioco con frequenza. A prescindere, è bello adattarsi a culture diverse, quindi sono più che felice di giocare in un campionato come quello italiano".
In breve tempo sei riuscito a conquistarti un posto da titolare in campionato. Osservando le caratteristiche di questa squadra, come giudichi il momento che sta attraversando e cosa ti aspetti da questo girone di ritorno?
"Stiamo lavorando molto bene durante gli allenamenti, c'è un bel modo di fare e di porsi da parte di tutti. I giocatori sono tutti seri e professionali. C'è un gruppo molto disponibile, intelligente e pronto a mettersi in gioco. Una squadra con queste caratteristiche può far fatica all'inizio, ma è destinata a crescere. Queste due ultime partite, ci hanno dato tanto a livello di fiducia e la fiducia stessa trasmette tanto. Nonostante sia arrivato da poco, posso dire che forse questo era l'elemento che per un periodo forse è mancato a causa di una serie di risultati poco felici, che hanno abbassato l'autostima del gruppo. Ora la stiamo riconquistando e sono convinto che questa sia la strada giusta".