aL Giovani - Federico Caccia: "Sono qui per crescere ancora"
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Nonostante la giovane età, è uno dei formatori con più anni di AlbinoLeffe alle spalle. Stiamo parlando di Federico Caccia, formatore degli Allievi, diventato nel corso degli anni uno dei punti di riferimento del settore giovanile bluceleste.
Ciao Federico, la stagione è iniziata ormai da più di due mesi, come giudichi il lavoro svolto sino ad ora?
“C’eravamo dati un obiettivo ad inizio anno, ovvero quello di creare un gruppo. C’è stata qualche batosta inizialmente, qualche amichevole finita male, ma poi pian piano i ragazzi si sono ben amalgamati. Questo è quello che ho visto tra allenamenti e partite. C’è compattezza di squadra e lo si evince nei vari impegni che affrontiamo. Siamo sempre battaglieri, anche quando a livello fisico o tecnico siamo un po’ in difficoltà”.
Il tuo gruppo è composto è composto dai 2000, alcuni dei quali hanno fatto persino alcune presenze in Berretti, e dai 2001, che provengono dal secondo anno di Giovanissimi. Quali difficoltà hai riscontrato nell’unire due gruppi così differenti?
“Ho trovato ragazzi diversi con esperienze differenti. I 2000 devono capire che non sono più avanti di quanto pensano, solo perché hanno fatto esperienze importanti durante la scorsa stagione, e penso che l’abbiano compreso. Questo aspetto vale per i 2000, per i ’99, per tutti. Ritengo, inoltre, che i 2000 abbiano un approccio migliore, un buon temperamento. I 2001 devono, invece, capire – e penso anche in questo caso che l’abbiano capito – che, pur venendo da due stagioni un po’ complicate a livello numerico, sono giocatori a cui la qualità non manca. Compreso questo, abbiamo iniziato a creare un gruppo”.
In seguito alle modifiche di carattere organizzativo subite dai campionati giovanili nazionali, cosa è cambiato per un formatore come te?
“Da un punto di visto tecnico, cambia molto perché si incontrano squadre agguerrite, che magari giocano un po’ meno. Per noi non è un vantaggio, perché le partite più belle le abbiamo sempre fatte contro avversari che cercavano di giocare. Ci sono diverse problematiche, abbiamo incontrato alcune difficoltà. Contro Milan, Inter o Atalanta, il livello tecnico era alto, noi ci esaltavamo ed uscivano belle partite. Mentre ora si cresce un po’ di più a livello caratteriale, a livello tecnico abbiamo perso qualcosa”.
Sei uno dei formatori con più anni alle spalle in questa società. Come giudichi il tuo percorso sin qui? Ti senti un punto di riferimento per chi è appena entrato in questa realtà?
“Dopo diversi anni, ho acquisito un po’ di esperienza in più rispetto ai giovani. Da quando sono arrivato, sono cambiati tanti formatori. Il fatto di essere rimasto qui per molti anni e aver vissuto in prima persona la crescita di tanti ragazzi, mi permette di avere una maggiore conoscenza di ognuno di loro. Vedo alcuni che attraversano un momento difficile, ma avendone seguito l’intera crescita, so per certo che sono giocatori da aspettare. Il mio percorso lo reputo buono e positivo, ma sono qui per crescere ancora”.
Ciao Federico, la stagione è iniziata ormai da più di due mesi, come giudichi il lavoro svolto sino ad ora?
“C’eravamo dati un obiettivo ad inizio anno, ovvero quello di creare un gruppo. C’è stata qualche batosta inizialmente, qualche amichevole finita male, ma poi pian piano i ragazzi si sono ben amalgamati. Questo è quello che ho visto tra allenamenti e partite. C’è compattezza di squadra e lo si evince nei vari impegni che affrontiamo. Siamo sempre battaglieri, anche quando a livello fisico o tecnico siamo un po’ in difficoltà”.
Il tuo gruppo è composto è composto dai 2000, alcuni dei quali hanno fatto persino alcune presenze in Berretti, e dai 2001, che provengono dal secondo anno di Giovanissimi. Quali difficoltà hai riscontrato nell’unire due gruppi così differenti?“Ho trovato ragazzi diversi con esperienze differenti. I 2000 devono capire che non sono più avanti di quanto pensano, solo perché hanno fatto esperienze importanti durante la scorsa stagione, e penso che l’abbiano compreso. Questo aspetto vale per i 2000, per i ’99, per tutti. Ritengo, inoltre, che i 2000 abbiano un approccio migliore, un buon temperamento. I 2001 devono, invece, capire – e penso anche in questo caso che l’abbiano capito – che, pur venendo da due stagioni un po’ complicate a livello numerico, sono giocatori a cui la qualità non manca. Compreso questo, abbiamo iniziato a creare un gruppo”.
In seguito alle modifiche di carattere organizzativo subite dai campionati giovanili nazionali, cosa è cambiato per un formatore come te?
“Da un punto di visto tecnico, cambia molto perché si incontrano squadre agguerrite, che magari giocano un po’ meno. Per noi non è un vantaggio, perché le partite più belle le abbiamo sempre fatte contro avversari che cercavano di giocare. Ci sono diverse problematiche, abbiamo incontrato alcune difficoltà. Contro Milan, Inter o Atalanta, il livello tecnico era alto, noi ci esaltavamo ed uscivano belle partite. Mentre ora si cresce un po’ di più a livello caratteriale, a livello tecnico abbiamo perso qualcosa”.
Sei uno dei formatori con più anni alle spalle in questa società. Come giudichi il tuo percorso sin qui? Ti senti un punto di riferimento per chi è appena entrato in questa realtà?
“Dopo diversi anni, ho acquisito un po’ di esperienza in più rispetto ai giovani. Da quando sono arrivato, sono cambiati tanti formatori. Il fatto di essere rimasto qui per molti anni e aver vissuto in prima persona la crescita di tanti ragazzi, mi permette di avere una maggiore conoscenza di ognuno di loro. Vedo alcuni che attraversano un momento difficile, ma avendone seguito l’intera crescita, so per certo che sono giocatori da aspettare. Il mio percorso lo reputo buono e positivo, ma sono qui per crescere ancora”.