L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
Due pareggi, entrambi con gol, in due trasferte delicate come quelle di Grosseto e Salerno, sono un ottimo cardiotonico: più per il morale e l’autostima del gruppo che non per la classifica. La quale, ovviamente, rimane precaria. È un po’ lo stesso discorso che si può fare per l’Atalanta dopo il pareggio con l’Inter: punto insperato, nel caso dei nerazzurri, ma senza benefici per una classifica che, paradossalmente, a causa degli altri risultati, è addirittura peggiorata.
In realtà, un punto conquistato in un momento difficile non peggiora mai la situazione, figuriamo ci due come nel caso dell’AlbinoLeffe. Diciamo che i benefici dei pareggi conquistati in Maremma e a Salerno si avvertiranno compiutamente se agli stessi si saprà dare la necessaria - meglio: indispensabile - continuità, a cominciare dal match di sabato con l’Empoli. Il quale Empoli è un’ottima squadra, attrezzata per il salto di categoria, imbattibile in casa ma vulnerabile fuori. Prima delle due proficue trasferte di Padova (vittoria per 3-2) e Brescia (2-2), aveva perso tre volte (Torino, Ancona, Modena) e pareggiato due (Gallipoli, Mantova); dopo i due citati exploit ha ricominciato a perdere, fra l’altro proprio a Salerno, dove l’AlbinoLeffe è stato bravo a rastrellare un punto grazie alla perfetta capocciata del neo-goleador Perico.
Se l’Empoli non è un fulmine di guerra lontano dal Castellani, va peraltro rimarcato che l’AlbinoLeffe si trova maggiormente a suo agio lontano da Bergamo. In casa, invece, ha fatto fatica con chiunque, persino contro lo stesso Gallipoli, l’unica squadra uscita battura dal vecchio Comunale. La ragione è abbastanza semplice.L’AlbinoLeffe gioca meglio fuori perché non è costretto a prendere in mano l’iniziativa e può limitarsi a neutralizzare quella degli avversari che vengono avanti. In casa, invece, dove è chiamato per forza di cose a imporre il proprio gioco, stenta perché possiede un centrocampo con poca qualità: ci fosse anche soltanto un Carobbio, sarebbe tutta un’altra musica. Se si deciderà di tornare sul mercato a gennaio, questa sarà una delle due priorità. L’altra resta un centrale difensivo con caratteristiche di guida della difesa.
In realtà, un punto conquistato in un momento difficile non peggiora mai la situazione, figuriamo ci due come nel caso dell’AlbinoLeffe. Diciamo che i benefici dei pareggi conquistati in Maremma e a Salerno si avvertiranno compiutamente se agli stessi si saprà dare la necessaria - meglio: indispensabile - continuità, a cominciare dal match di sabato con l’Empoli. Il quale Empoli è un’ottima squadra, attrezzata per il salto di categoria, imbattibile in casa ma vulnerabile fuori. Prima delle due proficue trasferte di Padova (vittoria per 3-2) e Brescia (2-2), aveva perso tre volte (Torino, Ancona, Modena) e pareggiato due (Gallipoli, Mantova); dopo i due citati exploit ha ricominciato a perdere, fra l’altro proprio a Salerno, dove l’AlbinoLeffe è stato bravo a rastrellare un punto grazie alla perfetta capocciata del neo-goleador Perico.
Se l’Empoli non è un fulmine di guerra lontano dal Castellani, va peraltro rimarcato che l’AlbinoLeffe si trova maggiormente a suo agio lontano da Bergamo. In casa, invece, ha fatto fatica con chiunque, persino contro lo stesso Gallipoli, l’unica squadra uscita battura dal vecchio Comunale. La ragione è abbastanza semplice.L’AlbinoLeffe gioca meglio fuori perché non è costretto a prendere in mano l’iniziativa e può limitarsi a neutralizzare quella degli avversari che vengono avanti. In casa, invece, dove è chiamato per forza di cose a imporre il proprio gioco, stenta perché possiede un centrocampo con poca qualità: ci fosse anche soltanto un Carobbio, sarebbe tutta un’altra musica. Se si deciderà di tornare sul mercato a gennaio, questa sarà una delle due priorità. L’altra resta un centrale difensivo con caratteristiche di guida della difesa.