Mondonico dietro le quinte del ritiro
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Domanda: come trascorre il tempo libero Emiliano Mondonico quando non allena l'AlbinoLeffe nel ritiro di Brusson?
Risposta: il mister blu celeste è sempre vulcanico, anche lontano dal campo di gioco.
L'allenatore di Rivolta d'Adda è un appassionato giocatore di carte: dopo pranzo e dopo cena il mister, in coppia con il massaggiatore Ivo Gervasoni, sfida e sconfigge (il più delle volte) a scopa il duo composto dai magazzinieri Signori & Piantoni.
Si gioca anche a calcio tennis. Sempre due contro due, sempre lo stesso risultato: nei giorni scorsi la coppia Mondonico/Poloni ha avuto la meglio sulla coppia composta dal team manager Matteo Togni e dall'allenatore in seconda Daniele Fortunato, nonostante le recriminazioni di questi ultimi sulla legittimità del risultato finale.
Infine ieri sera l'allenatore seriano ha partecipato ad un incontro con 90 ragazzi del C.A.R. di Tortona, momentaneamente qui a Brusson presso la "Casa Alpina" per il periodo estivo: ne è nato un incontro inusuale e coinvolgente, nel quale Mondonico ha parlato della sua esperienza calcistica, della storia del Grande Torino e del piccolo AlbinoLeffe, di quanti sacrifici e quanta abnegazione siano necessari a divenire campioni nel mondo del calcio; ha parlato di educazione e di formazione dei giovani, di valori e di passione, cose in cui AlbinoLeffe si riconosce e si rispecchia.
E c'è anche chi gli dedica una poesia: un giornalista musicale, Francesco Caltagirone, da sempre tifoso del Toro, lo ha incontrato nei giorni scorsi per un'intervista e gli ha consegnato un suo componimento. Che sa di campi di calcio, maglie granata, speranze ed illusioni. Eccolo di seguito:
EMILIANO
Il tuo nome scandivo
dal baluardo
orbo di Meroni,
spina di pesce
dai calzettoni arrotolati,
capelli al vento.
Ogni guardiano ubriacato
da una finta sottile,
eri un tuffo al cuore,
Gigi che tornava,
l'impossibile
rigenerazione.
Ti ho amato per te stesso,
per l'illusione e il gioco anche
dell'eterno ritorno,
anima folle,
ma per te stesso proprio
e le tue clave
da jongleur.
Di tre gol
Addirittura
ferivi
l'Atletico Madrid.
E Pisa,
il primo giorno
per prolungare il sogno.
Più che la sedia al cielo,
mi manca
quella tua aria beat.
Francesco Alleva