La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Condanna senz'attenunanti e senz'appello per un'assurda AbinoLeffe, battuta a domicilio per 3-1 dal Cittadella. Basti sapere che la squadra seriana ha chiuso la gara in otto (contro undici) per tre espulsioni, riguardanti Zenoni, al 37' p.t., Bergamelli, all'11' s.t, e Cisse, nel finale. Nessuno di costoro merita giustificazioni. Il meno colpevole resta Zenoni, allontanato per fallo da ultimo uomo in area, in quanto l'irregolarità ai danni dell'avversario ormai lanciato a rete è stata commessa in coppia con Sala, quando anzi l'esterno destro stava tentando di recuperare. Tuttavia l'arbitro Doveri, cacciandolo, non ha fatto che applicare il regolamento. Doveri ha forse peccato in protagonismo allorchè, successivamente, ha mandato via anche Bergamelli per doppia ammonizione, ma il ragazzo è definitivamente passato dalla parte del torto, a provvedimento deciso, nell'inveire clamorosamente al punto da scagliare lontano una scarpa. Cose da calcio minore e non da professionista. Cisse infine ha compiuto un fallo di gioco, chiudendo però l'intervento con le gambe a tenaglia, e dunque il "rosso" nei suoi confronti ci stava. Questa premessa per mettere in chiaro che l'AlbinoLeffe non ha certo perduto per colpa dell'arbitro, che con la sconfitta c'entra come i cavoli a merenda. Chi lo sostenesse andrebbe alla ricerca di un'autoconsolazione fasulla. Eh sì, perchè, cari miei, la Celeste aveva pure avuto la buona sorte d'andare in vantaggio dopo soli sette minuti, grazie ad una pregevole conclusione al volo di Momentè su servizio di Cocco. In quest'occasione i due attaccanti hanno dimostrato buone qualità, che non voglio affatto mettere in risalto data la desolante prestazione collettiva. E' mai possibile giocare in casa col Cittadella, formazione dei bassifondi, segnare subito e riuscire a perdere nettamente in triplice inferiorità numerica? Roba dell'altro mondo. Inutile raccontarvi la partita, che, nonostante il gol di Momentè, era subito sembrata appesa a un filo perchè dietro s'aprivano voragini, soprattutto al centro, dove una volta s'era già infilato proprio Dalla Bona, prima di realizzare il momentaneo pareggio su punizione, conseguente a un fallo resosi necessario a causa del mancato funzionamento del filtro davanti alla retroguardia. E via di questo passo, con la possibilità, magari, di rendersi pericolosi per la disponibilità alla manovra del Cittadella, che concedeva spazi, ma in continua apprensione dalle parti di Tomasig, già teso per proprio conto dovendo farsi perdonare d'essersi fatto sfuggire il calcio piazzato del pari. Dopo l'espulsione e il rigore, buonanotte. Mondonico ha immediatamente eliminato il rientrante Grossi - bentornato, dopo un'assenza di oltre sei mesi, ma che sfortuna! - per Piccinni, varando una difesa a tre con Sala e Bergamelli e alzando Regonesi, con Foglio spostato da sinistra a destra. Dopo l'intervallo la Celeste s'era pure procurata un'occasione con Cocco, ma la buona volontà è stata vanificata dal fattaccio di Bergamelli, che, raggiunto da "giallo" nel primo tempo, ha richiesto l'ammonizione di un avversario dopo aver subìto un fallo. Naturalmente fine delle trasmissioni, col Cittadella all'attacco senza riuscire a chiudere il conto. E al momento d'osare il tutto per tutto, negli ultimi cinque minuti, c'ha pensato Cisse. Volpe ha fissato il risultato. Tutto ruota intorno alle tre espulsioni non tanto perchè il risultato ne è stato condizionato quanto perchè viene smascherato un malessere che evidentemente esiste dentro la squadra. Il problema principale è lo stesso che trasmette fraglità e vulnerabilità fuori casa: ci vorrebbero un paio di giocatori carismatici, in grado, nelle difficoltà, di guidare i compagni. Invece così, alla prima avversità, si finisce male.