Il Possesso Palla (parte I)
- Pubblicato in Società
di Marco Gaburro*
Bene: una squadra puòimpiegare anche decine di minuti a costruire un'azione capace diportare un suo giocatore al tiro. Durante la fase di possesso pallavi sono moltissimi movimenti, accorgimenti, molte strategie, un saccodi stratagemmi che possono essere attuati per ingannare, avvolgere,distrarre, far aprire l'avversario... Distoglierlo dal compitorelativamente più semplice di difendere sgli spazi checircondano la propria porta. Il portatore di palla (attoreprincipale) e gli aiuti (attori secondari), si muovono in maniera ilpiù possibile armonica per inseguire uno scopo unico: faregoal. Passaggi, dribbling, tiri in porta, cross, lanci... tuttoorientato a quell'unico scopo.
Ecco che il possessopalla assume un fascino ancor più grande del goal in sé.La squadra che dimostra di saper gestire la palla a propriopiacimento, con i piedi appunto, di saperla "nascondere"all'avversario per molti minuti... Spesso piace indipendentemente dalfatto che poi riesca effettivamente a segnare un goal. Questo nondeve portare mai i calciatori a perdere di vista il fine ultimo,cioè quello del goal. Tale possesso dovrebbe essere sempre unmezzo e mai un fine. Ma tant'è: molto spesso è un mezzoaffascinante, che serve sia alla squadra sia agli spettatori. Allasquadra perché permette di risparmiare energie, di far correrela palla e quindi gli avversari e non le proprie gambe. Alpubblico perché quella fitta rete di passaggi spessoipnotizza, rende più tangibile quella superiorità neiconfronti dell'avversario che spesso è solo ipotetica, faassaporare in anticipo una possibile vittoria.
* allenatore Primavera U.C. AlbinoLeffe
appuntamento con la II e la III parte de "Il Possesso Palla" nei prossimi giorni