Il Possesso Palla (parte II)
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Grandi scuole, qualil'Ajax di Van Gaal o il Barcellona di Guardiola hanno fatto, inepoche diverse, del possesso palla un'arma fortissima, invidiata damolte altre realtà calcistiche, spesso imitata ma quasi maimutuata. L'Italia in tal senso è stata quasi sempreall'estremo opposto, dall'altra parte della barricata. Perchéper cultura, per storia e per comodità, i club e la nazionaleitaliana hanno costruito i propri successi sulla speculazione, sulladifesa estrema ed il contropiede, sul castigare l'errore avversario.Eccezione a questo scenario il Milan di Sacchi, ormai datato fineanni 80. Dopo di che ancora il vuoto, o meglio il contrario delpossesso palla, nonostante diversi successi europei di club (il Milandi Ancelotti provava a fare del possesso palla una propria arma manon è mai riuscito a farne una filosofia) e una vittoria alcampionato del mondo della Nazionale nel 2006.
Adesso sembra chedal cuore del movimento calcistico Nazionale, cioè daCoverciano (Settore Tecnico, Scuola Allenatori, Club Italia) si stiainvocando un cambio di tendenza. Sembra che quel Barcellona tantoammirato quanto ritenuto lontano voglia essere avvicinato in manieradecisa.
Sarà possibile? E giusto? Di fatto si chiede uncambio culturale, filosofico, generazionale. Si chiede dicambiare pelle. Non si tratta di copiare qualcuno. Si tratta dimutare la propria mentalità, il modo di vedere e intendere ilcalcio, non solo da parte degli addetti ai lavori ma anche da partedel pubblico. Perché all'estero tante volte quel possessopalla prima descritto è motivo di grande plauso, disoddisfazione. All'estero tante volte si applaude ad una sconfitta esi fischia una vittoria non meritata. In Italia questo non succedemai. Riusciranno i club e la Nazionale a fregarsene dell'opinionepubblica? Saranno capaci di costruire una nuova mentalitàpartendo da dentro e trasmettendola per osmosi al pubblicogradatamente?
In un intervista recente,Zeman, allenatore del Foggia (Prima Divisione), ha sottolineato comeil suo calcio sia l'opposto di quello del Barcellona. "Dicosempre ai miei ragazzi che devono essere più veloci dei proprierrori". Ecco quindi che un allenatore da sempre apprezzato inItalia per la spettacolarità del proprio calcio evidenzia comesi possa essere "belli" anche senza considerare il possessopalla come un fine. La velocità delle azioni checaratterizzano il calcio di Zeman è probabilmente l'esattocontrario di quanto Guardiola chiede ai propri giocatori prima di unagara.
Possesso palla quindi non è sempre sinonimo dispettacolo. Tante volte rischia di annoiare... E soprattutto lospettacolo può non coincidere con il possesso palla.
*allenatore Primavera AlbinoLeffe
appuntamento a domani con la III ed ultima parte de "Il Possesso Palla".