L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
Per certi versi sembra che il tempo non sia nemmeno passato. Ritroviamo l’AlbinoLeffe tal quale un anno fa: una buona squadra, un po’ leggerina ma capace di far gioco, propositiva, non spavalda ma coraggiosa, all’altezza anche nei sedici metri visto che, sia pure con la complicità di qualche rigore e di un’autorete, finora è sempre riuscita ad andare a segno. Il volto, insomma, è ancora quello, comprese, ahimé, le magagne in fase difensiva. Hai voglia di dire che sono riconducibili a errori individuali più che a carenze d’impostazione: che cosa cambia alla fine? La realtà è che nel giro di pochi minuti finisci per compromettere e disfare quanto di positivo hai intessuto in un’ora e passa di buon gioco. Quante volte è accaduto l’anno scorso?
Se si pensava di essersi tolti da questa spirale malvagia, ci si sbagliava. Contro il Grosseto, sabato, il campionario è stato srotolato in tutte le sue sfaccettature e alla fine si è usciti dal campo con un punto che non soddisfa e, soprattutto, non rispecchia lo squilibrio di valori. Il tempo è passato invano, sembra di poter dire, anche perché là dietro gli uomini sono sempre quelli: che ci fosse Daffara al posto di Luoni è un dettaglio insignificante, che non sposta i termini della questione. Con la difesa esposta al rischio di errori, purtroppo, si dovrà convivere tutto l’anno, sperando almeno di abbassarne le percentuali. Dove le cose possono migliorare, invece, è nel mezzo e davanti, perché Laner e Cristiano sono rimasti non avendo ricevuto offerte e, quindi, su di loro si potrà contare. Passate le paturnie, c’è il dovere di immergersi in pieno nella situazione. Se l’entusiasmo non c’era, adesso bisogna farselo venire. Conviene a tutti.